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Tutti i dettagli per l’accisa sul gasolio in arrivo in Italia

I giorni del controesodo estivo si preannunciano complessi per milioni di automobilisti e autotrasportatori. Sta infatti per scadere il provvedimento, introdotto dal decreto-legge del 5 agosto 2026, che aveva ridotto temporaneamente l’accisa sul gasolio da 672,90 a 532,90 euro per mille litri. Una misura teoricamente in grado di garantire un risparmio di oltre 17 centesimi al litro (inclusa l’IVA), ma che all’atto pratico ha mostrato un’efficacia limitata, venendo ben presto neutralizzata dai continui rialzi dei prezzi di listino.

Gli scenari a breve termine sull’accisa sul gasolio

A dimostrazione di ciò, la metà di agosto ha registrato valori nettamente al di sopra della soglia critica dei due euro al litro sia per il diesel, salito a oltre 2,11 euro, sia per la benzina, che ha toccato i massimi dal 2022 pur non essendo mai stata inclusa nell’agevolazione fiscale. L’assenza di benefici duraturi per i consumatori finali ha quindi spinto le associazioni di categoria e i sindacati a chiedere a gran voce una proroga del taglio e la sua estensione a tutti i carburanti.

La spirale rialzista, iniziata lo scorso marzo, è alimentata da una combinazione di fattori geopolitici e problemi strutturali. Da un lato, le persistenti tensioni internazionali e le criticità lungo le principali rotte marittime commerciali mantengono altissima la volatilità del prezzo del greggio Brent. Dall’altro, incide in maniera decisiva la crisi della raffinazione in Europa, caratterizzata da una capacità produttiva ridotta che fatica a soddisfare la domanda, mantenendo elevati i costi industriali del gasolio a prescindere dall’andamento del petrolio greggio.

Come sottolineato dagli esperti del settore energetico, tra cui la presidenza di Unem, un ritorno stabile al di sotto dei due euro al litro sarà possibile soltanto con un rientro del costo della materia prima ai livelli pre-crisi e con un ridimensionamento dei colli di bottiglia nella raffinazione. Per il momento, l’azione del governo si è concentrata sul sostegno al trasporto merci, all’agricoltura e alla pesca mediante crediti d’imposta dedicati, cercando di proteggere i settori produttivi più vulnerabili piuttosto che calmierare direttamente i prezzi per la platea generale degli automobilisti.

Una situazione che inevitabilmente incide pesantemente sulle tasche degli italiani, soprattutto coloro che sono costretti ogni giorno a dover viaggiare con la propria auto per necessità lavorative. Con la scadenza imminente del beneficio fiscale e uno scenario internazionale ancora fortemente incerto, la prospettiva di una discesa dei prezzi della benzina e del diesel appare ancora lontana, lasciando prospettare mesi complessi per i bilanci di famiglie e imprese.

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