Cittadinanza di merito, il sì di Salvini per Ramy

Il ministro dell’Interno concede la cittadinanza al giovane Ramy, eroe del sequestro di San Donato Milanese

di fabiana 26 Marzo 2019 16:00

Sì alla cittadinanza per Ramy perché è come se fosse mio figlio e ha dimostrato di aver capito i valori di questo paese, ma il ministro è tenuto a far rispettare le leggi. Per atti di bravura o coraggio le leggi si possono superare.

Questo il commento del ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha commentato il gesto del ragazzino che ha dato l’allarme ai carabinieri dal bus sequestrato a San Donato Milanese pochi giorni fa. 

Felici di aver convinto Salvini.

Commentano a ridosso delle dichiarazioni del titolare del Viminale, i ministri Luigi di Maio e Alfonso Bonafede. 

A suo carico, a quanto si è saputo, il reato di permanenza irregolare in Italia, una denuncia per rapina nel ’99 e il fatto di aver falsamente attestato di essere un pubblico ufficiale, ma non condanne. I fatti sono stati commessi tra Crema e Cremona e risalgono nel tempo.

Anche il ragazzo Ramy Shehata, è felice e non si aspettava una notizia del genere: esulta anche il padre del ragazzo, Kaled Shehata.

La richiesta della cittadinanza italiana era stata formulata da Ramy Shehata per sé e la propria famiglia, ha spiegato l’avvocato Antonino Ennio Andronico, su mandato dei genitori di Adam El Hamami, il ragazzino che ha avvisato con Ramy i carabinieri durante il sequestro del bus a San Donato Milanese, ma i genitori di Adam chiedono che la cittadinanza sia concessa solo al ragazzo per via del suo comportamento eroico. 

Intanto il ministro dell’Interno ha invitato al Viminale 5 ragazzi della scuola Media ‘Vailati’ e 12 carabinieri, coinvolti nel dirottamento del bus, sulla strada Paullese, in zona San Donato Milanese, in provincia di Milano pochi giorni fa. 

Sono stati invitati Adam e Ramy, che hanno nascosto il telefonino al terrorista e hanno chiamato di carabinieri, Aurora, che è stata presa in ostaggio; Fabio, che ha parlato con il terrorista, Nicolò, che si è offerto come ostaggio. 

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