Chiesa tedesca: sì a pillola del giorno dopo, ma ad una condizione

A convincere i vescovi è stata la diffusione sul mercato di nuovi farmaci capaci di impedire la fecondazione, che non hanno quindi effetti abortivi.

di Stefania Calabrese 22 Febbraio 2013 11:18

Le cliniche cattoliche tedesche potranno somministrare la pillola del giorno dopo nel caso in cui la donna sia stata vittima di stupro. E’ la decisione della Conferenza episcopale che si è tenuta nei giorni scorsi a Treviri per la riunione di primavera.

L’assemblea dei vescovi tedeschi si è in questo modo allineata alle decisioni del cardinale di Colonia Joachim Meisner, il quale si era trovato ultimamente a dover prendere una posizione in materia poiché una donna, che dopo esser stata violentata aveva chiesto a diversi medici di prescriverle il farmaco, aveva ricevuto solo rifiuti, si era infine decisa a interpellare l’alto prelato. Il cardinale Meisner si era quindi recentemente espresso dando l’autorizzazione alle strutture sanitarie cattoliche affinché concedessero il farmaco alle vittime di violenza sessuale.

La Chiesa tedesca ha tenuto a precisare che non si tratta in nessun modo di aborto. La pillola del giorno dopo (PGD) è infatti un metodo di contraccezione “di emergenza”, che va assunto entro 72 ore dal rapporto e agisce sostanzialmente impedendo l’ovulazione.

Il presidente della Conferenza, monsignor Robert Zoellitsch, ha pertanto autorizzato cliniche e ospedali cattolici a somministrare il farmaco antinidatorio esclusivamente  nei casi in cui si intenda impedire la fecondazione dell’ovulo, ma non qualora possa provocare un aborto.

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