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Roberto Formigoni

Formigoni azzera la giunta ma non si dimette

Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, al termine di una lunga giornata, ha dichiarato: “Ci sono sempre io, non mi dimetto. Ci sarà una forte riduzione dei numeri della giunta e un rimpasto“. Formigoni oggi aveva incontrato nella sede romana del Pdl il segretario Angelino Alfano e il segretario leghista Roberto Maroni. Arrivando al vertice, il governatore lombardo aveva annunciato ai cronisti un “gesto forte” dopo l’ultimo scandalo esploso in Regione ieri. Parlando delle sue eventuali dimissioni, però, ha voluto chiarire, affermando: “Io non ho fatto nessun errore. La mia Regione è l’unica che ha i conti in ordine”. La stessa Lega chiede le dimissioni di Formigoni, che, dopo le dimissioni presentate dagli assessori leghisti alla giunta regionale lombarda, paventa la possibilità che possano esserci ripercussioni anche in Piemonte e in Veneto, perchè, ha affermato, “le tre giunte sono figlie dello stesso accordo politico“.
Il segretario del Pdl Angelino Alfano, ai microfoni di “Radio anch’io”, ha preso le difese del governatore lombardo, affermando: “Lavoriamo per evitare che cada la Regione Lombardia. Il presidente Formigoni farà cose talmente forti da rimettere in moto la Regione Lombardia. Penso che il presidente Formigoni debba azzerare tutto e ricominciare da capo, dare un segnale di cesura”.Riguardo alla possibilità che la caduta del governo lombardo possa avere ripercussioni sulle giunte regionali piemontesi e venete, Alfano ha poi affermato: “Non è una minaccia, è un patto politico assunto alle elezioni regionali” con la Lega.

Roberto Formigoni

‘Ndrangheta, arrestato assessore regionale lombardo

Sembrano non avere fine gli scandali che coinvolgono le amministrazioni locali, in particolare le Regioni. Oggi Domenico Zambetti, 60 anni, Pdl, assessore alla casa della Regione Lombardia, è stato arrestato con le accuse di voto di scambio, concorso esterno in associazione mafiosa (contestato dal 2009) e  corruzione. L’inchiesta sull’assessore Zambetti rappresenta un duro colpo per una giunta regionale come quella lombarda, il cui presidente Roberto Formigoni è indagato per corruzione assieme ai faccendieri Simone e Daccò, e dove si sono avuti altri arresti per appalti e inchieste per tangenti.
Per adesso, Formigoni non sembra intenzionato a dimettersi, ma il suo principale alleato, la Lega, minaccia le dimissioni di tutti i suoi consiglieri e assessori. Zambetti avrebbe in pratica  pagato due “colletti bianchi” della ‘ndrangheta per la somma totale di duecentomila euro per avere un certo numero di voti sicuri. Uno di questi due “colletti bianchi” sarebbe Giuseppe D’Agostino, esponente della cosca calabrese Morabito-Bruzzaniti di Africo; l’altro sarebbe un referente del clan “Mancuso” di Palmi, Eugenio Costantino.

Annamaria Cancellieri

Mafia, sciolto il comune di Reggio Calabria

Il Consiglio dei ministri ha deciso all’unanimità lo scioglimento del consiglio comunale di Reggio Calabria, come annunciato dal ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri durante una conferenza stampa a palazzo Chigi. La Cancellieri ha sottolineato che “è la prima volta nella storia d’Italia che viene sciolto il consiglio comunale di un capoluogo di provincia“, e ha aggiunto che lo scioglimento “è stato un atto sofferto fatto a favore della città”. Lo scioglimento è stato deciso “per la continuità con alcuni ambienti” e per alcune azioni che facevano pensare ad una continuità. “Lo scioglimento riguarda questa amministrazione, non quella precedente, ed è un fatto preventivo, non sanzionatorio” ha spiegato sempre la titolare del Viminale. E’ stato già nominato Commissario l’attuale Prefetto di Crotone Vincenzo Perico.
La Commissione d’accesso al Comune di Reggio Calabria era stata nominata il 20 gennaio scorso e si era insediata il 24 gennaio. Il 13 luglio ha concluso i suoi lavori e successivamente ha inviato al ministero dell’Interno una relazione dal nuovo prefetto Luigi Piscitelli. Il primo caso di cui si è dovuta occupare la Commissione è stato quello del consigliere Giuseppe Plutino(poi sospeso), prima dell’Udc e poi passato al Pdl, in carica da tre legislature, arrestato nel dicembre 2011 per concorso esterno in associazione mafiosa e oggetto dell’accertamento antimafia sul Comune. Egli sarebbe stato il referente politico della cosca Caridi all’interno del Comune di Reggio Calabria, garantendo alla cosca la copertura politica in cambio dei consensi elettorali.