Tobin Tax, l’adesione di Italia e Spagna ne accelera l’introduzione

L'obiettivo è ora quello di convincere anche gli altri 16 Stati ad entrare nella "cooperazione rafforzata", fino ad estendere la FTT all'intera Europa.

di Stefania Calabrese 11 Ottobre 2012 10:35

Con l’adesione dell’Italia comunicata all’Ecofin martedì, saranno 11 i Paesi in cui verrà introdotta la Tobin Tax, la tassa sulle transazioni finanziarie, grazie al sistema della “cooperazione rafforzata”, che ha permesso di aggirare il veto della Gran Bretagna.
Questo sistema consente ad un ristretto gruppo di Paesi, che devono necessariamente raggiungere almeno un terzo della totalità degli Stati membri dell’Ue, di proporre e applicare determinate decisioni indipendentemente dalle altre nazioni.

 
I primi firmatari, oltre Francia e Germania, che ne sono le promotrici, sono stati Austria, Belgio, Grecia, Portogallo e Slovenia; a questi si è aggiunta l’adesione dell’Estonia, che verrà formalizzata a novembre, e il sì di Italia, Spagna e Slovacchia.

“La decisione – ha spiegato Ferdinando Nelli Feroci, l’ambasciatore italiano a Bruxelles – non è stata facile, perché da sempre il governo italiano aveva espresso la sua simpatia e il suo interesse, ma detto che avrebbe voluto impegnarsi in un contesto più ampio”.

A frenare gli entusiasmi è il rischio che un’applicazione ristretta della tassa sulle transazioni finanziarie piuttosto che stabilizzare i mercati porti ad una vera e propria “fuga” degli investitori favorendo le piazze fiscalmente meno impegnative come quella del Lussemburgo e della Gran Bretagna, che sempre più economisti definiscono il “Tax heaven Uk”, il paradiso fiscale britannico.
Esiste anche il pericolo di rendere più costosa la vendita dei nostri bond, oltre al fatto che, trattandosi di una tassa che colpisce duramente le banche, queste potrebbero facilmente decidere di scaricare gli oneri sui cittadini.

 
Tuttavia, dopo una sofferta valutazione dei pro e dei contro, il governo italiano ha deciso di puntare sull’asse Parigi-Berlino, che ha fatto grandi pressioni per l’introduzione della Tobin Tax in versione europea.

“Superate queste resistenze – ha puntualizzato Feroci – abbiamo deciso di aderire con l’auspicio che con il nostro assenso si creassero i presupposti per la partecipazione di altri Stati membri”.

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