Bruciati i reperti di Brindisi

Il laboratorio della Polizia Scientifica, che custodiva i reperti, è andato a fuoco durante un'esplosione avvenuta una settimana fa.

di Elena Arrisico 9 Luglio 2012 14:08

Alle 4:00 di notte di lunedì scorso, una forte esplosione è avvenuta presso il laboratorio della Polizia Scientifica all’interno della Direzione Centrale della Polizia, a Roma. Fortunatamente, non è stata registrata nessuna vittima, ma sono andati a fuoco alcuni reperti legati a Giovanni Vantaggiato, l’uomo di 68 anni responsabile dell’esplosione di fronte all’istituto Morvillo Falcone di Brindisi dove, lo scorso 19 maggio, perse la vita la studentessa Melissa Bassi.

Il grosso complesso sulla Tuscolana è andato a fuoco nella notte di lunedì scorso, ma la notizia è trapelata soltanto oggi. Sembrano non esserci ipotesi di dolo in quanto, in quei giorni, sono stati registrati alcuni dei maggiori picchi di caldo e la zona in questione si trova in un’area verde. Ad intervenire, in piena notte, sono stati i Vigili Del Fuoco, che non sono riusciti a salvare alcuni reperti di cronaca nera che dovevano essere ancora analizzati.

Non si sa ancora quali siano nello specifico i reperti del caso di Brindisi andati a fuoco: potrebbe trattarsi delle tre bombole con innesco sequestrate dalla polizia, o qualcosa rinvenuto nei luoghi dell’attentato. Secondo quanto divulgato da alcune fonti, le prove andate perse erano già state campionate, valutate e registrate, per cui non dovrebbero esserci problemi di alcun tipo con il processo.

Nel frattempo, si sta cercando di rimettere a posto l’ufficio devastato dall’incendio, sperando di non scoprire che qualche altra prova sia andata perduta.

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