Brindisi, Giulia racconta: “Viva per miracolo”

La giovane, studentessa del quarto anno, ha raccontato il perché non era presente dinanzi alla scuola.

di Simona Vitale 19 Maggio 2012 19:29

Un’autentica tragedia quella che ha sconvolto questa mattina l’Italia l’intera e che ha visto la morte di una giovane ragazza innocente, Melissa Bassi, per il solo fatto di essere andata a scuola. Parliamo ovviamente dell’istituto professionale “Morvillo Falcone” di Brindisi, dove stamane è avvenuta l’esplosione che ha causato la morte di Melissa e provocato il ferimento di altre persone, alcune delle quali ricoverate in gravi condizioni.

Giulia, studentessa del quarto anno dell’istituto, per fortuna si è salvata, ma ha raccontato la mattinata di terrore di cui è stata protagonista insieme a tanti altri giovani studenti.

Sono viva per miracolo, sarei dovuta essere lì, come ogni giorno a quell’ora invece ho capito male il luogo di un appuntamento e mi trovavo in quel momento in un altro posto della città. Sono sconvolta.

Queste le parole della giovane, che stamattina doveva partecipare insieme ad altre sue compagne di scuola ad una sfilata, in un hotel cittadino, dove le giovani studentesse avrebbero indossato i vestiti realizzati nell’istituto di moda:

Avevo capito che l’appuntamento era in albergo e quindi mi sono avviata verso l’hotel, invece le mie amiche erano lì ad aspettarmi. Erano tutte lì davanti alla scuola dove è avvenuta la tragedia. Dopo aver sentito l’esplosione mi hanno telefonato tutti, allarmati, e mi hanno avvisato di quello che era accaduto.

Giulia si è poi recata in ospedale in cerca delle amiche, per abbracciarle e ha parlato anche di Melissa, la giovane vittima di quest’autentica tragedia:

La ragazza morta era di Mesagne, loro sono le prime ad arrivare, in pullman da Mesagne la mattina, perchè nel nostro istituto tante studentesse arrivano dalla provincia. Si alzano presto, intorno alle 6, per prendere il pullman e raggiungere la scuola. Le ragazze di Mesagne sono le prime ad arrivare. Ora però lasciatemi stare, non sto bene.

A parlare anche uno dei collaboratori dell’Istituto che, al momento della deflagrazione, era nella scuola per sistemare le aule:

Ho sentito un potente scoppio ma c’erano pochi ragazzi perchè non era ancora orario di lezione. La nostra è una scuola nella periferia della città, un istituto professionale molto tranquillo. Non credo ci possano essere collegamenti con la Carovana della legalità organizzata oggi in città: noi stiamo nell’estrema periferia. Un fatto davvero inspiegabile.

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