Bimba di 6 anni in ospedale, il cane resta a farle compagnia

Il cucciolo di pastore australiano Jacky è diventato subito la mascotte del reparto di Pediatria.

di Stefania Calabrese 22 giugno 2012 23:57

L’Ospedale San Donato di Arezzo ha permesso ad Ambra P., una bimba di soli sei anni, costretta a letto con flebo e maschera d’ossigeno, di condividere la degenza con il suo cagnolino Jacky.
Jacky è un pastore australiano di un anno, dal pelo lungo a chiazze nere, rosse e bianche. Era già capitato altre volte che il cucciolo accompagnasse la bambina per visite ambulatoriali, ma queste duravano pochi minuti, al massimo qualche ora. Da oggi invece, grazie al nuovo regolamento dell’ospedale, sarà possibile che Ambra goda della compagnia del suo miglior amico.

E’ stata proprio la bambina a far capire alla mamma di aver bisogno di Jacky. Così la signora Francesca, accompagnata dalle infermiere che si occupano della piccola paziente, si sono rivolte alla Direzione di Pediatria, che ha consultato a sua volta la Direzione dell’ospedale e un veterinario, il dottor Paolo Omizzolo. Quest’ultimo ha visitato il cane per verificarne le caratteristiche e lo stato di salute, dopodiché ha dato il suo assenso, grazie al quale, per la prima volta è stato applicato il nuovo regolamento, uno dei pochissimi esistenti in Italia, che consente al paziente di essere accompagnato dal proprio animale domestico durante la degenza.

L’ospedale San Donato, infatti, già da alcuni anni porta avanti progetti di pet therapy nei reparti di Oncologia, Radioterapia e Pediatria.
Gli effetti positivi della vicinanza con il proprio amico a quattro zampe sui malati sono universalmente riconosciuti e dimostrati da anni di ricerche: la loro sola presenza basta a migliorare la qualità della vita e le stesse condizioni di salute dell’uomo.
Interagire con gli animali domestici può calmare l’ansia, trasmettere calore affettivo, aiutare a superare lo stress e la depressione e soddisfare bisogni di affetto e di sicurezza dei soggetti ricoverati. Favorisce anche i contatti interpersonali, offre spunti di conversazione, gioco e divertimento.
Queste sono appunto le ragioni che hanno spinto l’azienda a emanare un adeguato regolamento per disciplinare le modalità di accesso degli animali domestici in ospedale ed in ogni luogo di cura o di ricovero dell’USL 8, sia nell’ambito di progetti di pet therapy che su richiesta di singoli pazienti ricoverati che desiderano avere contatti con il proprio animale, come è avvenuto nel caso della piccola Ambra, il cui cucciolo è diventato ben presto la mascotte del reparto di Pediatria.

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