Banda larga fra Tremonti e Romani

Scintille fra i ministri Romani e Tremonti, sempre più membri del governo e della maggioranza si scagliano contro il ministro dell'economia, sta volta è per la Banda Larga.

di Vincenzo Avagnale 14 Ottobre 2011 16:45

Un danno incalcolabile per l’Italia, non è possibile togliere a questo progetto qualcosa come il 50% dei fondi” questo il commento di Paolo Romani quando ha scoperto che sul progetto per lanciare la Banda Larga in Italia sono calate le lame dei tagli di Tremonti per la stabilità.

Tremonti continua ad essere rimproverato da tutte le parti e che sia vero quello che dice il ministro (cioè che l’austerity necessaria a superare la crisi gli fa fare la figura del lupo cattivo) o che sia vero quello dicono tutti gli altri (che sta tagliando il futuro dell’Italia) resta il fatto che i suoi tagli hanno colpito uno dei settori che per il futuro potrebbe significare un investimento per la crescita del paese.

L’internet veloce è davvero un investimento per l’Italia, infatti studi accreditati dalle Nazioni Unite hanno dimostrato che gli stati che hanno investito su questa tecnologia hanno avuto una crescita del Pil significativa entro cinque anni dall’investimento, con un recupero fiscale che va ben oltre quello inizialmente investito. Diventa quindi comprensibile l’acredine che Romani ha nei confronti di Tremonti che gli ha tagliato il 50% degli 1,6 miliardi di euro destinati a questo investimento.

Il Ministero per lo Sviluppo Economico gestito da Romani ha già visto parecchie volte il dirottamento dei fondi da quello dell’Economia per via dei repentini cambi imposti da Tremonti e quello della banda larga era l’unico che Romani era riuscito ad imporre di lasciare così com’era (ed è anche l’unico di questa rilevanza che gli rimanga da gestire).

Questo scontro non è proprio quello che serve ai due ministri per iniziare la collaborazione per il decreto per lo Sviluppo che la settimana prossima dovrebbe arrivare all’esame del parlamento e che è stato affidato proprio a Romani. A questo proposito ci sono stati 35 minuti di colloquio fra i due ministri e rispettivi collaboratori ieri pomeriggio onde definire i dettagli necessari.

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