Moody’s declassa le banche italiane, Tremonti: “Italia solida”

Moddy's taglia il rating delle banche italiane e declassa importanti istituti come Unicredit, ma le borse volano alto per gli annunci della Merkel

di Vincenzo Avagnale 6 Ottobre 2011 15:40

La situazione economica mondiale è sempre altalenante e se Moody’s declassa le banche italiane, contemporaneamente le borse sono tutte col segno più per via delle chiare dichiarazioni della cancelliera tedesca Angela Merkel che il governo tedesco foraggerà le banche europee in crisi. 

Moddy’s ha eseguito un ribasso delle stime di attendibilità di diverse banche italiane a seguito del taglio di tre notch del rating dell’Italia, in particolare di Intesa Sanpaolo e Unicredit, portando entrambe da Aa3 a A2. Moody’s ha anche tagliato il rating di alcune società controllate dallo stato, in particolare quello di Eni ad A1 da AA3, quello di Enel e Terna ad A3 e quello di Finmeccanica a Baa2. Le Generali invece vengono riconfermati ad Aa3, modificando l’outlook da negativo a stabile.

Tremonti raggiunto dai giornalisti si è limitato a scuotere le spalle ed a ribadire che l’Italia è solida e nonostante l’abbassamento dell’attendibilità di tutte queste sue importanti società a partecipazione statale non c’è di che temere. Presto con il pacchetto di riforme allo studio della maggioranza per promuovere la crescita queste stime negative saranno riviste, in quali tempi però Tremonti è stato piuttosto vago.

Il Ministro dell’Economia si è incontrato questa mattina con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, con il quale ci sono stati parecchi scontri ultimamente e si è spesso rischiata la crisi aperta. Dopo i colloqui però Berlusconi ha smentito queste voci dicendo che fra lui e Tremonti va tutto liscio come l’olio e chi dice il contrario vuole soltanto gonfiare la bolla di un governo tecnico che vuole solo l’opposizione.

In effetti le ipotesi di contrasti fra lui ed il ministro dell’economia sono alla base di parecchie perdite in borsa dell’Italia e molti si aspettano che Berlusconi “faccia un passo indietro per il bene del paese“. Infatti oltre alle solite motivazioni morali ci sarebbe un effetto Spagna, cioè un miglioramento delle previsioni sull’economia causato dalle elezioni anticipate.

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