Monti non cambia strada: no all’incontro collettivo con i sindacati

Il governo non cambia direzione e preferisce continuare sulla strada degli incontri bilaterali, ignorando la richiesta dei sindacati, che invece preferirebbero un tavolo di trattativa comune.

di Vincenzo Avagnale 4 Gennaio 2012 15:48

Nessun cambio di rotta per il governo Monti, che tramite il ministro del Welfare Elsa Fornero rende noto di non avere alcuna intenzione di smettere con gli incontri bilaterali con i sindacati. Intanto i temi scottanti del momento continuano ad infiammare il dibattito anche sui social network, ad esempio su Twitter la Cgil spiega: “prima di svendere le aziende del servizio pubblico locale al peggior offerente bisogna spingerne la crescita dimensionale”, mentre sul lavoro “servono progetti su esigenze ed eccellenze del Pese, come assetto idrogeologico, energia, trasporti, ambiente, cultura e turismo”.

Fra le proposte per incrementare la produttività la Cgil propone un progetto che è stato, di fatto, accantonato con la manovra Tremonti-Berlusconi, cioè quella della Banda Larga (che fece nascere un grave scontro fra l’ex ministro dell’economia Tremonti ed l’ex ministro Romano). Nel settore industriale sarebbe invece necessario valorizzare maggiormente quelle filiere sane e vincenti, incentivando la ricerca in nuove tecnologie e facendo puntare le aziende all’innovatività del prodotto.

Sul lavoro rimane il dictat lanciato già in occasione della difesa contro una possibile modifica dell’articolo 18: non si renda più mobile il posto di lavoro, ma piuttosto si perfezionino quei contratti che consentono uno sfruttamento indiscriminato, ma specialmente l’introduzione nel mondo di lavoro di persone non dotate delle giuste competenze.

Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, è aperto a qualsiasi forma di negoziato, sebbene privilegerebbe quella congiunta agli altri sindacati, ma ciò che gli importa di più della forma di trattativa sono “i contenuti. Più degli altri, non bisogna avere paura di sé stessi in una trattativa sindacale. Non serve a nessuno introdurre nel dibattito elementi polemici di divisione che fanno riferimento all’azione del precedente governo, con il quale, tra l’altro, il sindacato, per quanto ci riguarda, ha sempre dialogato ed ha ottenuto risultati concreti. Lasciamo stare il passato. Il problema è con quale spirito il governo Monti intenda ora muoversi nel rapporto con le parti sociali”. 

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