Angela Celentano, parla la madre

La donna, intervistata da Mattino Cinque, ha dichiarato che la presunta figlia era disposta a venire in Italia per sottoporsi al test del DNA.

di Simona Vitale 25 Settembre 2012 12:52

Un mistero davvero infinito quello che aleggia intorno alla scomparsa di Angela Celentano, sparita nel nulla il 10 agosto 1996 all’età di 3 anni mentre era con i suoi genitori sul Monte Faito, a Napoli. Queste le parole di Maria Celentano, intervistata a Mattino Cinque:  “Angela era disposta a venire in Italia e sottoporsi al test del Dna, ma otto mesi fa le nostre comunicazioni si sono interrotte. Non mi spiego perché all’improvviso sia sparita“.

Nella mail che è arrivata il 25  maggio 2010 e di cui la madre di Angela ha dato notizia nelle scorse ore alla trasmissione I fatti vostri,  Celeste scriveva di essersi riconosciuta nelle foto diramate dalle autorità internazionali allo scopo di ritrovare la piccola Angela scomparsa nel 1996, dicendo di essere lei. Tuttavia, non si esclude che si possa trattare del pessimo scherzo di un hacker.

La signora Celentano ha dichiarato:

La polizia italiana ha fatto un gran lavoro, è andata in Messico e, collaborando con la polizia messicana, è riuscita a rintracciare la casa all’interno della quale c’era il computer dal quale provenivano tutte le mail che ci siamo scambiati con Angela. Quando la polizia è arrivata nell’abitazione, ha trovato una famiglia con due figli, ma in quella casa non c’erano tracce di Angela. La famiglia nega di conoscere Angela, di conoscere noi e di aver mai scambiato mail con noi. Da quando la polizia è arrivata in quella casa  si sono interrotti tutti i contatti tra noi e Angela. 

La famiglia Celentano ha anche aggiunto che la pista sembra essere quella più verosimile e tra le più probabili rispetto a tutte quelle che sono pervenute nel corso degli anni. I contatti con Celeste, però, si sono interrotti, in quanto la giovane ha dichiarato di essere felice e di voler continuare a vivere la sua vita senza essere più cercata dalla sua famiglia d’origine.

Commenti