Allarme meningite, i sintomi, il vaccino e la profilassi

Scatta la profilassi dopo il decesso sospetto di un giovane di Pescara. 

di fabiana 2 Maggio 2019 8:00

Nuovo caso di sospetta meningite: un 21enne di Città Sant’Angelo, a Pescara, è morto la scorsa notte all’ospedale di Pescara. Secondo le prime indiscrezioni, il giovane sarebbe molto di sepsi meningococcica. 

È subito scattata la profilassi soprattutto per tutti coloro che nell’ultima settimana sono stati in contatto con la vittima e che sono potenzialmente a rischio.

La Asl ricorda che i farmaci da usare, sotto prescrizione medica, sono:

 Ciprofloxacina 500 mgr (1 compressa una sola volta)

oppure Ceftriaxone 250 mgr o 500 mgr (in base al peso; una sola somministrazione per iniezione intramuscolare)

oppure Rifampicina 600 mgr (una compressa ogni 12 ore per due giorni, 4 compresse in totale). 

Tutti i segni ed i sintomi precoci della malattia sono aspecifici (cefalea, febbre, dolori addominali). 

Ma che cos’è la meningite e come si manifesta? 

La meningite può essere virale o batterica e può avere dai due ai dieci giorni di incubazione: si trasmette semplicemente per via aerea in un raggio di massimo di due metri attraverso tosse, starnuti, baci o mentre si parla. 

Generalmente, l’agente patogeno non è pericoloso a più di due metri da dove è stato propagato. La profilassi scatta per chi sia stato a contatto con la vittima, ma è bene ricordare che il batterio, fuori dall’organismo, sopravvive per un periodo di tempo minimo per cui il contagio avviene se si è stato molto a contatto con la persona infetta. 

Si tratta di un’infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale e come confermano le indicazioni del Ministero della Salute, nel caso in cui sia virale non presenta gravi conseguenze per risolversi in circa sette giorni. In caso di infezione batterica, ci possono essere effetti gravi che possono portare a danni permanenti e addirittura alla morte. Sono da tenere sotto controllo come primi sintomi la sonnolenza, l’apatia, l’inappetenza mentre dopo due o tre giorni i sintomi peggiorano e si trasformano in forte mal di testa, nausea, vertigini e anche febbre, rigidità della nuca o delle gambe.

L’incubazione della meningite è variabile ma generalmente va dai tre ai sei giorni: la forma batterica prevede un’incubazione più lunga, dai due ai dieci giorni mentre il contagio avviene nella fase più acuta o nei giorni subito prima della manifestazione della malattia.

In caso di contatto, la profilassi viene eseguita sui soggetti che, nei dieci giorni precedenti alla data della diagnosi, abbiano avuto contatti ripetuti e prolungati con il malato: consiste nella somministrazione di antibiotici immediata ai soggetti che sono ritenuti a rischio e garantisce la copertura temporanea mentre la vaccinazione, invece, protegge anche in futuro grazie agli opportuni richiami.

In Italia è disponibile il vaccino Haemophilus Influenzae B (emofilo tipo B) che viene effettuato gratuitamente e senza bisogno di richiami con quello antitetanico, antidifterico, antipertosse, antipolio e anti epatite B al terzo, quinto e undicesimo mese di vita. 

La vaccinazione è gratuita anche per lo Streptococcus pneumoniae è gratuita e va effettuata negli stessi mesi. La vaccinazione contro il meningococco C è gratuita e prevede una sola dose a 13 mesi, è consigliata anche agli adolescenti. Per i nati nel 2015, è gratis in Basilicata, Puglia, Toscana, Sicilia, Liguria e Friuli Venezia Giulia, ma si può anche scegliere il quadrivalente A-C-Y-W135 che protegge da quattro tipi di meningite diversi ed è gratuita solo in alcune Regioni. Il vaccino può essere prescritto con ricetta medica, si acquista in farmacia e costa cara 400 euro. 

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