Vittima di un morso di squalo racconta del dolore dopo l’attacco

Karin Ulrike Stei ha raccontato l'esperienza più dolorosa della sua vita, ringraziando tutte le persone che hanno contribuito a salvarla.

di Simona Vitale 23 luglio 2012 12:36

Dopo soli due mesi da quando ha ricevuto il morso di uno squalo nel corso di una vacanza in Florida, KarinUlrike Stei, riesce a camminare – sebbene abbia ancora bisogno di stampelle per muoversi – ma è consapevole della fortuna di essere ancora viva.  Nella sua prima intervista da quando è stata estratta sanguinante dalle acque al largo di Vero Beach, Florida, Ulrike ricorda il momento in cui è stata afferrata con forza inaudita da un qualcosa che non riusciva a vedere, ma che la provocato le sensazioni più dolorose della sua vita.

La donna ha raccontato a TC Palm dell’incidente dello scorso 9 maggio. “Non è mai emerso … Era così potente e così grande che ho capito che doveva essere uno squalo”. “Grazie a Dio, qualcuno mi ha tirato fuori“, ha ricordato questa settimana dalla sua casa di Costanza, in Germania.

Brigitte Schmid, amica di Ulrike, ha raccontato agli investigatori che non si era nemmeno resa conto che la sua amica fosse in pericolo finché non ha udito le le sue grida. Mettendosi a guardare, fu allora che vide il sangue in acqua intorno a lei. Un bagnino, di nome Erik Toomsoo e un turista del Michigan, Dave Daniels, si precipitarono immediatamente in acqua per aiutarla. Nonostante tutto il dolore – che ha valutato come ’15 ‘su una scala da uno a dieci – lei dice che ricorda ogni momento, descrivendo il dolore provato come il peggiore mai patito nella sua vita.

 Toomsoo ha applicato degli asciugamani sulle sue ferite nella speranza di fermare l’emorragia, mentre Dave Daniels, (in vacanza con la moglie) la stava assistendo. Per questo si dice  estremamente grata a tutti coloro che l’hanno aiutata. “Ho pensato, Mio Dio, tutte queste persone sono qui per aiutare me e ho avuto la fortuna di nuotare in una zona dove c’erano altre persone in giro” ha raccontato la donna. Quando ha ringraziato Toomsoo, lui ha detto a TC Palm che stava solo facendo il suo lavoro. Tra gli altri che sono venuti in suo soccorso – dice che ricorda tutti – c’è stato anche un secondo bagnino di nome Jordan Farrow, che le ha dato l’ossigeno. Un altro bagnino fuori servizio di nome Shanna Beard, un infermiere, si è messa all’opera per confortarla e tenerla cosciente con delle domande.

Dopo aver subito un intervento chirurgico per ricostruire i nervi danneggiati della gamba, la donna ha scritto una lettera a Toomsoo per ringraziarlo e lo informava della sua guarigione che di recente ha incluso anche il trapianto di pelle da una gamba all’altra. “Non riesco nemmeno a essere arrabbiata con lo squalo” ha detto, aggiungendo: “Loro fanno quello che fanno”. Ammette di sentirsi benissimo, però, dice anche che l’attacco le ha dato una nuova visione più rosea della vita. “Si inizia ad apprezzare di più la vita e cosa è importante e cosa non lo è“, ha detto.

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Tags: florida · squalo · usa
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