Tumore di Steve Jobs facilmente curabile: lo dice il dott. Amri, oncologo ad Harvard

di Gianni Monaco 15 ottobre 2011 16:07

La cosa che tutti hanno pensato dopo la morte di Steve Jobs è: se non si è potuto salvare lui, che era ricchissimo, allora vuol dire che la sua malattia era incurabile. E’ andata davvero così? Secondo il prof. Ramzi Amri, oncologo di Harvard, il destino del genio dell’informatica poteva essere ben diverso. Il dottore ha spiegato che la sua forma di tumore al pancreas era leggera e poteva essere assolutamente curabile. Per Amri, Steve Jobs sarebbe ancora vivo se non avesse rifiutato le cure tradizionali, di cui non si fidava. Non è detto che il tumore non l’avrebbe condotto tra qualche anno alla morte, secondo il medico, però di certo si poteva rallentare.

Il parere scientifico di Amri sta suscitando, come prevedibile, delle polemiche. Moltissimi utenti, sul web, si scagliano contro l’oncologo, accusato di fare speculazioni sulla morte del padre della Apple. Ma il dottore si difende: “Non era mia intenzione offendere chi piange la sua scomparsa. Ho il più profondo rispetto per Jobs e la sua eredità. Agisco proprio in coerenza con il suo modo progressista di vedere il mondo, perché – dice il ricercatore di Harvard – possiamo tutti imparare dai suoi errori”.

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