Travaglio prende in giro Berlusconi usando Michele Misseri

Il celebre giornalista parla della confusione in cui regna il Paese in vista delle future elezioni e ironizza sul ritorno in politica del Cavaliere.

di Daniela Santoni 14 dicembre 2012 18:42
Marco Travaglio

“Mancano 2 mesi alle elezioni e non sappiamo neanche chi saranno i candidati Premier, a parte Bersani”. Inizia così l’intervento di Marco Travaglio a Servizio Pubblico programma condotto dal giornalista Michele Santoro in onda su La7. “Grillo ha detto che non si candida, i centristi: Fini, Casini e Montezemolo vogliono Monti, la Lega non si sa se si presenterà o meno alle elezioni nazionali e Berlusconi, di Premier ne ha indicati 4 tra cui se stesso, Monti, Alfano e Montezemolo”. A proposito dei cambi di opinione,  marco Travaglio tira in ballo Michele Misseri protagonista del terribile omicidio della piccola Sarah Scazzi di Avetrana noto alla cronache per aver più volte modificato la sua versione del fatto e dunque delle sue responsabilità nel delitto della giovane nipotina. Poi vira sulla situazione attuale: “Si cominciava a temere che nell’ultimo anno l’Italia fosse diventata un paese serio invece appena caduto il loden dei professori ci siamo guardati allo specchio e per fortuna abbiam capito che era tutto uno scherzo e che siamo i soliti “cazzoni” di sempre”.

Poi parla di Silvio Berlusconi ed al fatto che lui non è stato inattivo in questo periodo di non politica: “Era solo nascosto dietro Alfano” spiega Travaglio, dicendo che l’ex Premier ha continuato ad operare a suo favore. “Perché non si è fatta la patrimoniale? – Si chiede Travaglio -Perché Berlusconi non la voleva. E lo stesso dicasi per le leggi sull’incandidabilità e sulla corruzione. Ricorda che il Governo Monti è stato sostenuto dal Pdl “se si sfilavano Pd e Lega Monti restava. Se si sfilava il Pdl Monti cadeva e infatti s’è sfilato il Pdl e Monti sta cadendo”. “Gliel’hanno date tutte vinte per tenerselo buono  – prosegue il giornalista – e ora si meravigliano se la mummia è ancora viva”. Ricorda le leggi mancate: falso in bilancio, frequenze tv, e dulcis in fundo il conflitto d’interessi, definito da Travaglio “un tabù”. E aggiunge: “Ma davvero pensavano che si sarebbe seduto ai giardinetti con una condanna in primo grado, una sentenza in arrivo e Mediaset in condizioni pericolose?”

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