Roma, si lavora per riparare le ferite dei teppisti

Mentre la polizia indaga per identificare i colpevoli sono già iniziati i lavori per ricostruire le vetrine e sgomberare le carcasse delle auto bruciate dai violenti che hanno rovinato il corteo degli Indignados.

di Vincenzo Avagnale 16 ottobre 2011 16:20

Non sono pochi i danni provocanti dai Black Bloc nella mattinata di oggi, si temeva nuovi disordini ed invece è andato ancora peggio! Adesso mentre la polizia cerca i responsabili si lavora per conteggiare i danni e ripararli. 

L’immagine degli sconti e delle devastazioni del G8 di Genova sono ancora ben impresse nella memoria del paese ed oggi si è visto uno spettacolo tristemente rassomigliante. Il percorso dei violenti è stato costellato di auto incendiate, senza badare ai distinguo dei giorni scorsi fra quelle di lusso “dei banchieri” oppure le utilitarie delle famiglie, meglio se Suv, perché inquinano e sono il simbolo dell’economia capitalista che sta impoverendo il mondo.

Cassonetti dell’immondizia incendiati ed usati come barricate, caschi e passamontagna usati per nascondersi, distruzioni in luoghi che non centravano affatto. Ad esempio una Madonna della chiesa di san Marcellino e Pietro è stata distrutta e scagliata contro chi tentava di fermare i violenti, un manifestante pacifico di Sinistra e Libertà ed un cittadino accorso alla capitale per sostenere gli Indignados.

A San Giovanni poi c’è stata una vera e propria guerriglia, con i cassonetti a fare da scudo contro gli idranti e le cariche della polizia i Black Bloc hanno usato fionde con proiettili di metallo che hanno ferito diversi agenti prima che gli aggressori fuggissero di fronte alla superiorità numerica delle forze dell’ordine.

Il fuoco è stato appiccato nella Basilica del Laterano, dove non capitavano attentati dal 1993, all’epoca delle guerre di mafia. Sono state in effetti le chiese gli obiettivi preferiti dai teppisti, che hanno approfittato della dispersione delle forze dell’ordine per creare il caos con gli incendi.

Molti urlavano lo slogan, mentre lanciavano sanpietrini e proiettili vari contro i blindati con gli idranti della polizia: “kill the president” quello più diffuso. Adesso già si preparano le prime stime dei danni, con la speranza che la fine del week end scoraggi ulteriori attacchi per via della difficoltà dei Black Bloc di nascondersi senza i manifestanti pacifici. Alcuni parlano già di oltre 10 milioni euro solo fra automobili, vetrine e chiese, mentre è incalcolabile il danno d’immagine per il nostro paese.

36 condivisioni e commenti
Condividi e commenta!

Commenti