Roma, blitz contro gli estremisti in tutt’Italia

Interrogatori e perquisizioni, specialmente negli ambienti degli anarco-insurrezionalisti, in tutta la penisola. Le forze dell'ordine colpiscono decise i Black bloc.

di Vincenzo Avagnale 17 Ottobre 2011 10:37

Sul territorio nazionale si sta svolgendo una serie d’indagini che sono partite già da ieri, Polizia e Carabinieri hanno iniziato perquisizioni, controlli ed interrogatori negli ambienti degli anarco-insurrezionalisti dell’area del movimento più radicale ed estremista.

Le operazioni si sono svolte su tutto il territorio nazionale, con la coordinazione dalla Procura di Roma e riferendo costantemente i progressi al Ministro degli Interni Maroni, il quale già ieri aveva auspicato dalla magistratura condanne esemplari in caso di cattura dei colpevoli delle violenze.

Coinvolte le Regioni, dalla Lombardia alla Sicilia, ma anche in Trentino, Lazio, Campania e Piemonte. Tra le città in cui si concentrano gli sforzi delle forze dell’ordine c’è Napoli e provincia, in cui la Digos ha perquisito almeno dieci appartamenti in cerca di materiale esplosivo o di qualsiasi prova che possa collegare le persone indagate con i facinorosi delle manifestazioni di Roma. Gli indagati sono tutti appartenenti ai centri sociali o a gruppi legati a movimenti anarchici.

A Milano le operazioni della polizia sono state più limitate, sei le perquisizioni, ma al momento nessun arresto nel capoluogo Lombardo. L’attenzione degli investigatori si stanno concentrando sui capi di vestiario, che esaminati dalla polizia scientifica potrebbero confermare o meno la presenza di queste persone durante gli scontri e gli atti di vandalismo.

Numerosi gli interrogatori, anche isolati, in tutta Italia. Importanti le indagini anche su internet. Scandagliati attentamente i social network, ma anche youtube, dove si pensa che i Black bloc potrebbero aver inserito i propri video per vantarsi di quanto compiuto; infatti già sono stati raggiunti i primi risultati rintracciando diversi giovani che avevano detto su Facebook che avrebbero partecipato al corteo degli Indignados, ma che non avevano alcuna intenzione di marciare pacificamente.

Molti gli studenti che hanno partecipato, spesso convinti di essere nel giusto, alle violenze. La scusa più diffusa è che le manifestazioni pacifiche vengono ignorate da una politica corrotta e lontana dalla gente, mentre le manifestazioni violente ed i vandalismi creano danno e quindi disagio che non può essere ignorato. La violenza non è mai giustificabile, ma come rispondere alla questione dei politici corrotti e distanti dalla gente?

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