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San Giovanni scoperto, solo 50 agenti per il punto caldo della manifestazione!

San Giovanni scoperto, solo 50 agenti per il punto caldo della manifestazione!

I palazzi del potere e della politica erano gli obiettivi sensibili, che se non protetti adeguatamente avrebbero rischiato di far scoppiare una guerra civile, per questo Piazza San Giovanni era considerato un obiettivo minore e per questo i Black Bloc, codardi, hanno rivolto la loro violenza la dove potevano agire indisturbati.

La tattica di guerriglia di questi teppisti è ormai tristemente nota e le autorità avevano paura di un attacco alle sedi amministrative che potesse seriamente minare l’amministrazione del paese, per cui hanno dovuto scegliere e schierare li la gran parte delle forze di polizia disponibili. Solo una cinquantina di uomini si trovavano in piazza e gli agitatori hanno scelto quel punto per questo. Li è avvenuto l’incendio del blindato che ha rappresentato l’evento più pericoloso della giornata in cui il carabiniere che ne era alla guida è scampato alla morte per poco.

Quei giovani cercavano il morto. Avevano la determinazione di uccidere. In altre manifestazioni simili avevamo visto i gruppi più violenti prendersela con le vetrine, con le auto parcheggiate in strada. Stavolta no, è stato diverso. Questi cercavano il morto” ha detto un dirigente della polizia descrivendo il comportamento ancora più folle del solito nelle rivolte di oggi.

Nonostante tutto fra la polizia si fa finalmente un sospiro di sollievo, si temeva che l’attacco colpisse le sedi della politica e si scatenassero scontri con morti e feriti e sebbene ci si sia andati davvero vicini per oggi è finita senza morti. Nicola Tanzi, poliziotto e segretario del Sap ha detto: “di questi tempi non si sa bene se intervenire con decisione o non intervenire affatto. Come si fa si sbaglia. Se troppo duri, sbagliamo in un verso; se troppo morbidi, in un altro.”

Eppure Antonio Manganelli, capo della polizia, si è complimentato con i suoi uomini per l’ottimo comportamento in una situazione davvero critica. “E’ necessario evitare ad ogni costo l’evento emotivo forte. In un’operazione di ordine pubblico come la manifestazione di Roma gli obiettivi erano di ridurre al minimo i feriti e la gravità delle ferite. E naturalmente al primo posto c’è la tutela del bene della vita .Quando comprimiamo la libertà di espressione lo facciamo per garantire la sicurezza. Dunque useremo la forza quando incontreremo la violenza ma prima ancora useremo la testa per cercare di lasciare a tutti la possibilità di esprimere il proprio pensiero” ha detto ai giornali Manganelli questa mattina.

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