Di Matteo e Di Gennaro condannati: maxi risarcimento alla Popolare di Bari

Di Matteo è stato direttore generale di Tercas nel periodo che va dal 2005 fino al 2011 e il Tribunale ha riconosciuta la sua responsabilità in numerose operazioni sospette.

di giannipuglisi 13 ottobre 2017 8:45

Una cifra che non si era mai nemmeno immaginata in precedenza, che sfiora i 400 milioni di euro. Per l’esattezza sono ben 368 i milioni di euro che gli ex banchieri della Banca Popolare di bari dovranno restituire all’istituto. Una sentenza che si può tranquillamente inserire nel libro dei record. E non solamente per l’importo, ma anche per via del fatto che si tratta della prima causa civile nei confronti di ex banchieri che è partita da un’azione di responsabilità e che finalmente è giunta a conclusione. Una cifra davvero astronomica, quella relativa al risarcimento che gli ex amministratori della Cassa di Risparmio di Teramo devono effettuare rispetto alla Popolare di Bari.

I due ex banchieri sono Antonio Di Matteo, che deve la bellezza di 192 milioni di euro, e Claudio di Gennaro, che dovrà risarcire la Popolare di Bari per qualcosa come 172 milioni di euro. Ad entrambi gli ex amministratori il Tribunale dell’Aquila ha riconosciuto numerose irregolarità compiute nell’esercizio delle loro funzioni.

Di Matteo è stato direttore generale di Tercas nel periodo che va dal 2005 fino al 2011 e il Tribunale ha riconosciuta la sua responsabilità in numerose operazioni sospette. Ad esempio, delle perdite su credito e delle operazioni su azioni proprie che hanno rafforzato la posizione di assoluta crisi di Tercas in quel periodo. Tra le varie negligenze di Di Matteo il Tribunale ha voluto mettere in evidenza quella relativa alla concessione dei fidi. Procedure che sono state riconosciute ampiamente irregolari, soprattutto nelle operazioni con i gruppi Isoldi, Di Mario e De Gennaro.

Situazione praticamente simile anche per Claudio Di Gennaro, che ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della Cassa di Risparmio di Teramo nel periodo che va dal 1998 al 2010 e a cui sono state riconosciute varie irregolarità degne di nota.

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