Banca Popolare di Bari, nessun reato di associazione a delinquere nell’affare Tercas

Tutti i comportamenti legati all’aumento di capitale per acquisire il fondo teramano non sono legati in alcun modo alla commissione di vari delitti di truffa aggrava

di giannipuglisi 17 marzo 2018 10:22

Ottime notizie per i vertici della Banca Popolare di Bari: il Gip del Tribunale di Bari ha riscontrato l’assenza di associazione a delinquere in entrambe le operazioni che hanno portato ad un aumento di capitale, necessarie per poter mettere le mani sul Gruppo Tercas.

Francesco Pellecchia, Gip del Tribunale di Bari, ha dato l’ok alla richiesta di archiviazione che era stata proposta da Roberto Rossi, procuratore aggiunto della Repubblica. Era stata la difesa (Francesco Paolo Sisti) della BPB sottoposta all’indagine a richiedere, in riferimento al reato associativo, l’istanza di archiviazione parziale.

Stando a quanto è stato sentenziato dal Gip, quindi, tutti i comportamenti legati all’aumento di capitale  per acquisire il fondo teramano non sono legati in alcun modo alla commissione di vari delitti di truffa aggrava. Il procuratore della Repubblica Roberto Rossi ha richiesto l’archiviazione parziale del procedimento, secondo l’art. 416 del codice penale) solo dopo aver a fondo analizzato gli elementi fondamentali del reato associativo. Ha così sottolineato come non ci sia stato nemmeno un elemento in astratto che potesse portare all’accusa di reato associativo.

L’intera vicenda aveva preso corpo per colpa di tutta una serie di accuse che si basavano su delle irregolarità, ovviamente presunte, che erano state denunciate da parte di un ex funzionario di Tercas. Quest’ultimo, tra l’altro, era stato licenziato per giusta causa. L’inchiesta era partita proprio in seguito a questa prima denuncia, a cui ovviamente la Popolare di Bari non aveva perso tempo per controbattere. L’istituto creditizio pugliese aveva prontamente definite rancorose le accuse provenienti dall’ex funzionario di Tercas.

La volontà della Banca Popolare di Bari di rivendicare la legittimità e onestà dei comportamenti messi in atto per acquisire la Cassa di Risparmio di Teramo è emersa fin dalle prime battute, portando immediatamente alla richiesta di chiarezza con la denuncia dell’ex funzionario di Tercas per tentata estorsione. E, adesso, l’archiviazione del caso.

0 condivisioni e commenti
Condividi e commenta!

Commenti