L’orso M13 è stato ucciso

Era giovane e viveva fra le vallate della Svizzera senza aver mai aggredito l'essere umano, ma l'uomo ha deciso che non aveva più il diritto di vivere.

di Elena Arrisico 21 febbraio 2013 9:57

Ennesimo crimine da parte degli uomini ai danni del mondo animale: l’orso M13 è stato abbattuto in Svizzera, paese con paesaggi naturalistici mozzafiato, ma senza alcun rispetto per il patrimonio faunistico, verrebbe da pensare.

L’orso – a cui fu dato il nome di “M13” – era uscito dal letargo circa una settimana fa, quando iniziò a gironzolare in val Poschiavo – nel Cantone dei Grigioni – provocando un po’ di allarme a chi aveva avuto un incontro ravvicinato con il bellissimo esemplare, prima e dopo il suo letargo. Divenuto immediatamente noto, è stata creata anche una pagina su Facebook dedicata a lui, che ha sin da subito raccolto oltre 10 mila amici riunitisi per protestare contro la sua uccisione che oggi ha provocato sdegno, a dir poco.

Il 18 febbraio scorso, Alessandro Della Vedova – podestà del comune di Poschiavo – era intervenuto sulla pagina di Facebook di M13, affermando:

Mi preme, innanzitutto, comunicare che i comuni di Brusio e Poschiavo, sotto l’egida dell’Ufficio Federale dell’Ambiente, degli Uffici Cantonali Caccia e Pesca/Agricoltura, di Pro Natura Svizzera e WWF, nonché il supporto operativo di esperti in materia e delle associazioni di categoria locali maggiormente interessate dalla presenza dei grandi predatori, stanno lavorando dall’ottobre scorso ad un concetto operativo che prevede l’attuazione di diverse misure di prevenzione. Mettere in sicurezza un territorio di ca.270km² in pochi mesi non è tuttavia tanto semplice; a maggior ragione considerando che, a detta degli esperti, M13 è un orso particolarmente “esuberante” e poco timoroso dell’uomo, il che rischia di vanificare l’efficacia delle misure di prevenzione previste. Il concetto di gestione dell’orso in Svizzera non protegge il plantigrado a oltranza: oltre una certa soglia di accadimenti, prevede l’abbattimento senza possibilità di spostarlo. Per questo motivo, ho personalmente criticato – e molti altri con me – il concetto stesso sin dall’inizio della comparsa di M13 nella nostra valle, perché troppo rigido. Chiedo cortesemente un po’ di comprensione nei confronti degli abitanti della Valposchiavo. Il timore e la paura sono sentimenti irrazionali che non possono essere spenti come se fossero un interruttore, ma necessitano di tempo per essere superati e vinti.  Infine, ribadisco che gli enti locali non hanno competenza alcuna per quanto concerne il destino di M13, ma questa è demandata ad una commissione che si colloca fra le istanze dei Cantoni e della Confederazione“.

Alla fine, infatti, M13 è stato assassinato proprio per via della decisione presa dalle autorità competenti:

Nell’autunno e dopo il letargo, il plantigrado era ormai diventato un pericolo per la sicurezza delle persone: si era, infatti, sovente spinto fino nei centri abitati alla ricerca di cibo, aveva inseguito di giorno delle persone e non mostrava più alcun timore, nonostante le ripetute azioni di dissuasione. L’abbattimento è stato eseguito conformemente alla Strategia Orso Svizzera. L’orso M13 era stato munito nell’ottobre 2011 e in seguito nel giugno 2012 di un radiocollare e, negli ultimi mesi, si aggirava regolarmente nel Cantone dei Grigioni. Nella regione di Poschiavo, si è spinto sempre più sovente fino nei centri abitati alla ricerca di cibo e senza mostrare alcun timore dell’uomo, anche dopo il letargo. Le ripetute azioni di dissuasione volte ad allontanarlo dai villaggi non si sono rivelate efficaci. L’orso non ha modificato il proprio comportamento. Dopo che, a partire da ottobre 2012, si era spinto sempre più sovente nelle zone abitate, i responsabili a livello federale e del Cantone dei Grigioni hanno deciso di farlo rientrare nella categoria degli orsi problematici e, di conseguenza, di tenere conto in modo particolare del rischio che esso costituiva per la sicurezza delle persone. Il radiocollare ha consentito di sorvegliare da vicino M13. Dopo che nel novembre 2012 era entrato in un’abitazione alla ricerca di cibo e che, al termine del letargo, si è avvicinato di giorno a persone senza dimostrare alcun timore è stato dichiarato pericoloso per la sicurezza delle persone. Conformemente alla Strategia Orso Svizzera, l’abbattimento era inevitabile“.

Spiega l’Ufficio Forestale del Cantone Grigioni, come si legge su Green Report. Naturalmente, il WWF ha subito fatto sentire la propria “delusione” – se un termine del genere può bastare – come ha dichiarato Joanna Schönenberger, esperta di orsi della nota organizzazione:

L’abbattimento è stato effettuato chiaramente troppo presto. Sarebbe stato meglio proseguire con le azioni dissuasive. M13, a differenza di JJ3, non era di certo un orso problematico. La sua uccisione è sicuramente dovuta alla mancanza di tolleranza che si riscontra a Poschiavo nei confronti dell’orso. Non è tollerabile che uccidiamo gli orsi fortemente protetti, solo perché non facciamo bene i nostri compiti di casa. A lungo termine, le regioni alpine non potranno che prepararsi adeguatamente al ritorno naturale dei grandi predatori. Per questo a Poschiavo si deve fare di più. È necessario il coinvolgimento di tutti gli attori, dalla Confederazione al Cantone e ai Comuni, per raggiungere i successi registrati nel Münstertal. Occorre introdurre allo scopo azioni di prevenzione, quali ad esempio la protezione delle greggi, contenitori dei rifiuti a prova di orso e recinzioni degli apiari. Ora, però, è ancora più importante informare correttamente la popolazione, poiché per la sopravvivenza dell’orso nelle Alpi è fondamentale l’accettazione da parte della gente che vive nelle regioni adatte a un loro ritorno“.

Riporta Green Report. M13 non aveva mai aggredito l’essere umano e ha pagato lo stesso con la vita per l’incompetenza di chi, invece, avrebbe dovuto provvedere ad un suo spostamento in luoghi disabitati o all’interno di un parco nazionale, ma si sa che l’uomo ha da sempre invaso i territori altrui con la violenza. Come se non bastasse, l’assassinio di M13 non cambierà nulla per il futuro, perché continuerà a non esserci un piano di emergenza adeguato per affrontare una situazione che, presto o tardi, si ripresenterà ancora. Come sempre, resta da chiedersi chi sia la vera bestia…

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