Il Papa approda su Twitter

Non solo il Messaggio della Quaresima, più un test d'efficienza che altro, ma anche l'Angelus domenicale e i discorsi più importanti: ecco come Benedetto XVI comunica coi giovani.

di Laura Cesco Frare 23 febbraio 2012 18:12

Il successo di Twitter non conosce limiti di sorta: non solo attori e cantanti, giovani e meno giovani, uomini politici o semplici esponenti del mondo dello spettacolo, il social network ora può annoverare tra le fila dei suoi iscritti niente meno che il Papa. Che probabilmente, data l’età e gli innumerevoli impegni che affollano la sua agenda, non gestirà l’account personalmente, ma almeno l’assenso alla sua creazione Joseph Ratzinger l’ha dato. Una semplice trovata “pubblicitaria” per cercare di avvicinarsi di più ai giovani o qualcosa di più concreto? Lo si vedrà col tempo, ciò che è certo è che uno sforzo per stare al passo coi tempi il Pontefice lo sta facendo: il Pccs (Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali) ha annunciato che il Messaggio di Quaresima del Santo Padre sarà disponibile, a partire dal 22 febbraio, sul sito “Pope2you”, suddiviso in 40 “tweets”. Ma questo è solo l’inizio: pare che presto, e si parla già di entro la fine del mese prossimo, Benedetto XVI utilizzerà il beneamato Twitter per condividere gli Angelus domenicali e tutti i discorsi più importanti.

Che questo abbandono delle classiche posizioni conservatrici della Chiesa inauguri una nuova stagione nella  storia della Santa Sede? Tutto può essere, dato che, ormai da diversi anni, il Papa ha fatto di tutto – seguendo le orme del suo predecessore, Papa Giovanni Paolo II – per avvicinarsi ai giovani, sempre più disinteressati ai messaggi religiosi e calati completamente in un mondo in cui l’interesse materiale è l’indiscusso padrone. Bisogna poi vedere, ma a riguardo solo il tempo potrà dare le giuste risposte, se sia veramente questo l’approccio più efficace per mettersi in contatto con una generazione così distante dalla sfera di competenza di Ratzinger. Una bella sfida, non c’è che dire: chissà come reagiranno tutti quei ragazzi convinti che la religione sia una cosa per vecchi. Se questa  strategia sarà vincente o solo un buco nell’acqua, ce lo diranno proprio loro quando il Papa comincerà a “twittare”.

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