Ferrovie in subbuglio per le proteste degli ex Wagon lits

Le agitazioni delle ferrovie hanno riguardato inizialmente solo Milano e Roma, ma si sono poi estese anche a Messina e Napoli. A rischio molti posti di lavori per i tagli ai treni notturni operati di recente.

di Vincenzo Avagnale 9 dicembre 2011 17:43

La protesta sarebbe partita da 30 dipendenti della società Servirail (ex Wagon Lits) i quali solitamente si occupano dei servizi relativi alle cuccette dei treni. Le proteste hanno preso piede in tutta Italia e hanno principalmente bloccato binari o presidiato piazze in punti chiave, come ad esempio di fronte alle sedi del ministero dei Trasporti, a cui si chiede un maggiore peso nella trattativa con l’azienda che potrebbe in breve tagliare 800 posti di lavoro in tutt’Italia entro la fine del 2011.

Nella prima mattinata le proteste sarebbero iniziate a Milano, dove una ventina di persone sono salite sulla “torre faro“, mentre la stessa cosa è avvenuta alla stazione di Porta Nuova a Torino. Più tardi sono entrati in azione i loro colleghi di Messina, i quali per protestare contro il loro licenziamento entro domenica prossima hanno occupato i binari 7 ed 8, bloccando così il treno proveniente da Venezia. Hanno poi dovuto liberarlo circa mezz’ora dopo all’arrivo della polizia, ma senza che quest’ultima dovesse intervenire.

Proteste analoghe sono state messe in atto anche a Napoli, mentre invece a Roma i dimostranti hanno presidiato la piazza della Croce Rossa, dove si trovano le sedi delle Ferrovie dello Stato e del Ministero dei Trasporti. Li sono rimasti per tutta la mattinata, lanciando slogan e canti contro i licenziamenti. Hanno inoltre richiesto ed ottenuto incontri con rappresentanti del ministero e delle Ferrovie, rimanendo però delusi dalle risposte e promettendo infine la continuazione della protesta fino ad un cambio di direzione dell’azienda ferroviaria.

Vincenzo Testa, segretario provinciale della Fit Cisl di Messina ha spiegato: “da un punto di vista occupazionale auspichiamo che presto chiunque rileverà il servizio al posto di questa società tenga conto degli 85 lavoratori messinesi. I tagli sono inaccettabili, non è possibile che i treni si fermino a Roma con i disagi che questo comporta ai viaggiatori.

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Tags: proteste
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