Ancora No Tav, occupata la stazione di Bussoleno

I dimostranti hanno occupato la stazione di Bussoleno ed hanno bloccato per diverse ore i treni da e verso la Francia. Non si spegne la protesta dei No Tav in Val di Susa.

di Vincenzo Avagnale 12 Dicembre 2011 17:47

Dopo le forti tensione createsi con i disordini a Roma il mese scorso e con le importanti notizie di politica ed economia la protesta dei No Tav era andata un po’ in secondo piano; tuttavia i manifestanti non ci stanno a rimanere dietro le quinte e dopo un week end tutto a base di manifestazioni e cortei hanno marciato fino alla stazione di Bussoleno, dove si sono fermati ed hanno bloccato i binari per oltre un’ora.

La protesta condanna anche i tagli ai treni utilizzati dai pendolari, facendo ingrossare dunque il numero di simpatizzanti alla causa dei No Tav, includendo anche le moltissime persone scontente dei tagli operati al settore da Monti e dal suo governo.

A bloccare i binari della stazione ferroviaria internazionale di Bussoleno sarebbero stati circa un centinaio di attivisti, che hanno fortemente intimorito il personale della stazione, che temeva delle manifestazioni di violenza dal corteo, che però fortunatamente ha solo lanciato slogan e cori contro i tagli ai treni pendolari ed alla Torino-Lione. a causa della protesta sono stati fermi sia treni regionali, che Tgv diretti a Parigi per più di un’ora.

I manifestanti hanno fatto notare non solo l’inutilità dell’opera contestata, ma anche come la linea Milano-Torino-Lione-Parigi sia “totalmente a gestione francese. mentre Rfi ha tolto questi treni dagli orari e non vende i relativi biglietti se non su siti francesi. Si vuole costruire una linea da 22 miliardi di euro, ma la ferrovia su questa tratta c’è già. Mancano invece i passeggeri. Ci sono invece tanti pendolari, con treni stracolmi e insufficienti.”

C’è da dire che i problemi relativi ai pendolari si sono davvero acuiti in maniera quasi drammatica nelle ultime settimane e non si prospettano miglioramenti all’orizzonte con i tagli previsti dalla prossima manovra; tuttavia i No Tavdimenticano” che sebbene la tratta da loro nominata esista già, sia anche inadatta a sostenere l’alta velocità, che invece sarà realizzata col progetto tanto contestato.

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