Clini su Lipari: “La prevenzione avrebbe evitato 30 milioni di danni”

Il ministro dell'Ambiente ha fatto sapere che i 30 milioni di danni avrebbero potuto essere evitati con un investimento di 1 milione in prevenzione.

di Elena Arrisico 18 settembre 2012 12:51

Il nubifragio che ha colpito le isole Eolie – in particolar modo, Lipari – non ha, fortunatamente, causato morti o feriti, ma “soltanto” parecchi danni. Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, è intervenuto sull’importante questione della prevenzione: l’alluvione ha, infatti, causato circa 30 milioni di danni – la Protezione Civile sta ultimando la stima – e ha, fra le altre cose, costretto l’isola a tenere le scuole chiuse.

Il capo del distaccamento provinciale di Messina della Protezione Civile Regionale ha effettuato un sopralluogo per accertare tutti i danni registrati, sabato scorso, in seguito al nubifragio.

Le nostre strutture hanno ricevuto decine di telefonate allarmate di persone che hanno programmato la propria vacanza alle Eolie, nel mese di settembre. Senza contare le numerose chiamate che continuiamo a ricevere da parenti ed amici spaventati da alcuni servizi televisivi. Tranquillizzarli, dicendo loro che la gente già dal giorno dopo era regolarmente in spiaggia non è stato semplice“.

Sono state, invece, le parole di Christian Del Bono, di Federalberghi Eolie. È senz’altro curioso notare come, quando non accade una catastrofe, si parli di allarmismo; la verità è che se l’Italia fosse un paese preparato ad affrontare terremoti, alluvioni ed altri eventi naturali – come lo sono altri Paesi nel mondo – non ci sarebbe bisogno di fare “allarmismo”. Su questo è intervenuto anche il ministro Clini:

A Lipari, a causa di un evento estremo da punto di vista climatico, sostanzialmente analogo a quelli avuti un anno fa al cambio di stagione, c’è una stima di 30 milioni di danni che avrebbero potuto essere evitati, secondo le nostre valutazioni, con un investimento di 1 milione in prevenzione. Bisogna cominciare a ragionare in questo modo perché, altrimenti, il vincolo che ci siamo dati della riduzione della spesa pubblica rischia di diventare una chiave di lettura deformante dell’importanza e dell’urgenza di interventi che consentano di ridurre i costi per la finanza pubblica, una volta poi che si verificano i danni“.

Anche questa volta, dunque, si sarebbe potuto evitare tutto.

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