Saranno i pareri della cittadinanza a cambiare la Costituzione

Per una volta il parere dei cittadini conterà qualcosa. Qualcosa di molto importante come il cambiamento della Costituzione Italiana.

di piero81 12 settembre 2013 17:43
Governo Letta

Per una volta il parere dei cittadini conterà qualcosa. Qualcosa di molto importante come il cambiamento della Costituzione Italiana. È il Consiglio dei Ministri ad aver chiesto un consultazione (on line) su alcuni temi concernenti le modifiche che verranno apportate al Testo. Alla consultazione on line seguiranno numerosi dibattiti organizzati in diversi Istituti Pubblici.

La mossa del Governo è finalizzata ad aumentare la partecipazione del popolo alla vita politica dell’Italia, in un momento storico difficile. Il popolo, dunque, si fa interlocutore del Governo, mettendo a disposizione della Cosa Pubblica il suo grado di conoscenza delle materie trattate e delle materie da trattare.

Dalla consultazione on line richiesta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri verrà fuori una raccolta di opinioni. Opinioni che avranno un peso notevole all’interno delle decisioni che l’esecutivo prenderà in futuro in sede di riforme. Gli elementi che si evinceranno da questa consultazione, infatti, verranno convogliati in un rapporto finale, il quale sarà pubblicato via web e consegnato al mittente che ha fatto richiesta: la Presidenza del Consiglio, appunto.

Come funziona?

Nel dettaglio, la prima fase della consultazione si svolge on line. Occorre collegarsi al sito www.partecipa.gov.it entro e non oltre martedì 8 ottobre 2013. Gli utenti dovranno compilare due questionari a risposta chiusa:

–         Il primo questionario consta 8 domande alle quali andrà data una risposta breve;

–         Il secondo questionario è composto da 20 domande ed è finalizzato all’approfondimento;

Le tematiche della Consultazione

Cosa chiede il Governo ai cittadini? Il popolo italiano sarà interrogato su alcune tematiche riguardanti:

–         le forme di Governo e Parlamento;

–         Gli Strumenti della Democrazia diretta;

–         Le Autonomie Territoriali;

In aiuto dell’utente, sul sito è disponibile un glossario, nonché una sezione contenente le domande più frequenti. Due strumenti atti a supportare il cittadino nell’atto di compilazione del form.

Una volta terminata la prima fase si passa alla seconda, completamente dedicata alla discussione pubblica. Tale fase prevede l’organizzazione e la gestione di dibattiti che saranno ospitati da Istituti Pubblici quali scuole, fondazioni e università.

Che valore ha la consultazione online?

Che fine fanno i pareri dei cittadini? Essi verranno raccolti ed analizzati da un comitato scientifico presieduto da Francesco Profumo, ex Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Profumo sarà alla guida di un collettivo composto anche da ISTAT e Fondazione AHREF.

Il comitato si occuperà del monitoraggio durante e dopo la consultazione, nonché dell’analisi delle variabili di partecipazione, e ovviamente della maggior interpretazione possibile delle risposte date dai cittadini al questionario.

Degna di nota la funzione svolta dall’AHREF, Fondazione presieduta da Michele Kettmaier. Lo stesso Kettmaier ha spiegato il ruolo del centro di ricerca nello studio del rapporto vigente tra informazione e partecipazione e, nello specifico, nello sviluppo della fase di “Discussione Pubblica” online, mediante i propri software.

Alle due fasi descritte, seguirà poi una terza fase di consultazione in concomitanza con il lancio della piattaforma CIVIVI. Questo programma telematico è stato sviluppato proprio da AHREF e sarà utile al dibattito, nonché allo sviluppo delle soluzioni di fact-checking.

Per rimanere sempre aggiornati è possibile visitare i principali canali social attivati:

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