Riforma Costituzionale, il Governo chiede un parere ai giovani

Per la prima volta siamo chiamati per cambiare il futuro della Costituzione.

di piero81 16 Settembre 2013 0:48

Il futuro della Costituzione italiana lo decidiamo noi cittadini, che per la prima volta siamo stati ‘chiamati’ dal Consiglio dei Ministri per esprimere il nostro parere in relazione ai cambiamenti di questo importante Testo. Un Testo alla base della Repubblica Italiana, che necessita di un miglioramento.

Al giorno d’oggi, internet offre una ghiotta possibilità per far sentire la propria voce, o meglio per dar voce al proprio pensiero. Questa, in ultima analisi, è la richiesta del Governo. “Dire la propria”, prima sul web e poi negli Istituti Pubblici che apriranno a momenti di discussione.

Ecco quali sono dunque i motivi per i quali ho compilato i due questionari sul sito www.partecipa.gov.it e fatto ‘la mia parte’ in questa fase di consultazione on line pre (e pro) Riforma. Sentivo l’esigenza di dare un mio contributo, consapevole del fatto che soltanto una partecipazione attiva può essere un ausilio per cambiare le cose in questo Paese.

In fondo, poi, i questionari sono anche alquanto interessanti. Il primo è composto da otto brevi domande a risposte chiuse.

Il secondo consta di venti domande a risposte aperte, ed è finalizzato all’approfondimento dei temi connessi alla Costituzione. Il Governo, in altri termini, chiede a noi cittadini di dire cosa ne pensiamo della Democrazia diretta, delle Forme di Parlamento e delle forme dell’esecutivo, del territorio e del suo grado di autonomia. Quale momento migliore per esprimersi liberamente in merito a ciò?

La mia impressione è che, questa volta, il Consiglio dei Ministri ha pensato proprio a tutto. Dopo la fase di raccolta delle opinioni dei cittadini, che terminerà l’8 ottobre, ci sarà una fase dedicata ai dibattiti pubblici. Essi si terranno nelle Università, nelle Scuole, nelle Fondazioni e in altri enti aperti alle discussioni. Un esempio? I dibattiti si terranno anche nei centri anziani. Non è un caso che, mediante l’operato di Fondazione Mondo Digitale, il Governo stia cercando di coinvolgere la terza età nel migliore dei modi.

Agli anziani, che solitamente sono coloro i quali hanno meno dimestichezza con internet e con le nuove tecnologie, sono offerti corsi di ‘digitalizzazione’ per colmare le distanze tra la loro formazione e i nuovi mezzi di comunicazione.  Proprio nei centri anziani e negli uffici postali, peraltro, il prossimo 24 settembre si terranno le consulte studentesche per discutere sui temi legati alla Riforma Costituzionale.

Da questi progetti mi rendo conto che siamo in una fase importante della nostra storia e della storia della Costituzione. Una fase alla quale tutti dovremmo partecipare.

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