Vietato l’asilo ai bambini stranieri: polemica a Borgomanero

I bimbi stranieri non potranno più frequentare le scuole materne del centro del paese, causa il sovraffollamento.

di Elena Arrisico 13 giugno 2012 15:06

A Borgomanero – in provincia di Novara – è stato vietato ai bimbi stranieri di frequentare le scuole materne del centro. Secondo quanto dichiarato dal Consiglio di Circolo, la precedenza va ai bambini di cittadinanza italiana. Circa 40 bimbi stranieri saranno, dunque, respinti: “I loro genitori possono cercare posto in una delle scuole sparse nelle diverse frazioni del Comune“, ha dichiarato il Consiglio.

Ovviamente, è esplosa la polemica, dato che la decisione non è in linea con gli articoli 2, 3 e 34 della Costituzione e con l’articolo 45 del DPR 394 del 1999: “I minori stranieri presenti sul territorio nazionale hanno diritto all’istruzione, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani“.

A non essere d’accordo i genitori, ma anche il sindaco, Anna Tinivella: “Trovo inopportuno inserire, al primo posto, tra i criteri di esclusione la cittadinanza. In qualità di sindaco, non ho autorità sul Consiglio di Circolo. La settimana scorsa, ho comunque incontrato la direttrice per avere delle spiegazioni, ma a scuola restano fermi sulle loro posizioni“, ha concluso Tinivella. Dello stesso parere anche il Provveditorato, che ha invitato a modificare i criteri di selezione.

Non vogliamo discriminare nessuno, è solo un problema di spazi. Abbiamo chiesto alla Regione di poter istituire una sezione in più nelle scuole del centro. L’alternativa è che il Comune metta a disposizione una navetta per il trasporto dei bambini nelle frazioni. A quel punto, toglieremmo il criterio della cittadinanza“, si è difesa Teresa Valsesia, dirigente scolastico.

A Borgomanero, sono 6 le scuole materne, ma il sovraffollamento riguarda solo quelle del centro: “Molti genitori rinunciano a mandare i figli a scuola perché, non avendo l’auto, non sanno come fare. Un conto è il centro, un altro le frazioni, troppo lontane“, spiega Mbacke Khady, presidente dell’associazione “Donne per l’Integrazione“.

Intanto, è nata una protesta dei genitori – anche italiani – contro la decisione del dirigente scolastico, così come anche l’Associazione dei Giuristi dell’Immigrazione, che annuncia: “Invitiamo la direzione didattica a revocare la delibera altrimenti avvieremo, assieme ai genitori dei bambini esclusi, una causa antidiscriminatoria, in base all’articolo 44 del testo unico dell’immigrazione“.

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