Il 14enne che tenta di stuprare sua madre e poi la uccide

Il giovane pare sia affetto da disturbo esplosivo intermittente, che provoca in lui comportamenti aggressivi, violenti e compulsivi.

di Daniela Caruso 13 maggio 2013 18:18

Ha prima tentato di violentare la madre per poi ucciderla. La storia che vi raccontiamo coinvolge un ragazzino americano di solamente 13 anni, di nome Noah Crooks. Dopo aver provato a stuprare la genitrice ed averla uccisa con una calibro 22, ha chiamato i soccorsi, pronunciando queste parole: “Non sto scherzando affatto. Lei è morta. Ho paura. Ho ucciso la mia mamma con la mia calibro 22. Non so perché l’ho fatto“. In questi giorni, è iniziato il processo a suo carico, anche se la vicenda ha avuto luogo un anno fa a Osage, Iowa.

Gretchen Crooks, madre di Noah

Gretchen Crooks, madre di Noah

Pare che la motivazione che ha spinto il giovane al drammatico gesto sia riconducibile a una punizione che la mamma ha dato al figlio per aver preso un brutto voto a scuola. Gretchen Crooks, 37 anni, aveva imposto al figlio la sua decisione, ossia di non giocare a “Call of Duty”. Il ragazzo ora è accusato di omicidio di primo grado e di aggressione con l’intenzione di commettere abusi sessuali.

Noah ha colpito la madre con diversi colpi d’arma da fuoco. L’assurda chiamata effettuata dallo stesso 13enne al 911, è durata 10 minuti nei quali, Noah ha aggiunto le seguenti dichiarazioni: “Mi sento pazzo e io so che non lo sono. Credo di aere. Credo di avere una qualche forma di ADHD [sindrome da deficit di attenzione e iperattività., ndr]. Ho cercato di violentarla. Ho cercato di violentarla, ma non ho potuto farlo. Chi cerca di violentare la propria madre? La mia vita non vale più niente ora. Vorrei solo che fosse un sogno così potrei svegliarmi e baciarla e abbracciarla”. 

L’avvocato del ragazzo non nega che il suo assistito abbia ucciso la madre, ma che sia stato colto da un “tumore di rabbia” che gli ha fatto completamente perdere la ragione e che lo stesso Noah soffrirebbe di disturbo esplosivo intermittente, che gli provocherebbe comportamenti aggressivi e compulsivi. Proprio sul suo profilo Facebook, prima dell’uccisione, la madre aveva rivelato di essere molto orgogliosa del figlio, perché si era dimostrato essere un bravo sassofonista.

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