Gran San Bernardo, valanga travolge scialpinisti: 3 morti e 2 feriti

I cinque escursionisti, tutti italiani, sono stati portati subito in ospedale a Martigny, ma quattro di loro sono apparsi subito gravi.

di Luca Fiorucci 21 Febbraio 2015 23:39

Tre scialpinisti italiani sono morti e due sono rimasti feriti dopo essere stati travolti, oggi intorno alle 13.40, da una grossa valanga sul versante svizzero del Gran San Bernardo. Lo ha riferito il portavoce della polizia cantonale vallese Jean-Marie Bornet, che però non ha reso note le generalità delle vittime. I cinque, una volta estratti dalla neve, sono stati portati in elicottero in ospedale a Martigny. I soccorsi sono stati tempestivi ma rallentati dalla nebbia e dal maltempo, che ha impedito agli elicotteri di salire in quota per diversi minuti: i soccorritori, una trentina, accompagnati da cani da valanga, sono stati quindi lasciati ad una quota più bassa e sono poi saliti a piedi fino al luogo della slavina.

Alcuni degli escursionisti travolti sono stati ritrovati sotto oltre due metri di neve. Due di loro sono riusciti ad uscire da soli dalla neve, scavando con le mani, mentre gli altri sono rimasti sepolti. Solo uno è uscito quasi illeso dalla valanga, mentre le condizioni degli altri quattro sono apparse subito gravi, e tre di loro sono morti in ospedale, mentre un altro è ancora ricoverato in gravi condizioni. Sembra che gli scialpinisti stessero cercando di risalire, con gli sci ai piedi, fino all’Ospizio di Gran San Bernardo, ma le condizioni meteorologiche erano cattive, con vento forte e nebbia.

L’allerta valanghe nella zona era a livello 2 su un massimo di 5, quindi il pericolo non era elevato, ma nelle ultime 24 ore ha soffiato un forte vento che ha prodotto accumuli di neve: il cedimento spontaneo di uno di questi potrebbe aver causato la slavina. L’incidente si è verificato in località La Combe des Morts, poco sotto l’ospizio, a circa duemila metri di quota. Il fronte della massa di neve della valanga era di un centinaio di metri ed è sceso a valle per circa duecento. Il percorso dove è avvenuta la tragedia è ritenuto uno dei classici dello scialpinismo: esso parte dall’uscita del tunnel del Gran San Bernardo, nei pressi dei vecchi impianti del Super Saint-Bernard, e la salita è quasi interamente lungo una strada asfaltata e ricoperta di neve, senza grandi pendenze.

Le guide alpine della zona hanno spiegato: E’ un itinerario facile, anzi facilissimo. Al Colle del Gran San Bernardo si sale tutto l’anno, in qualsiasi condizione. L’unico tratto pericoloso è quello dove si trovavano i cinque: si tratta di circa 300 metri, sul fondo di una stretta valle proprio sotto l’ospizio, che sono esposti alle slavine”. Già in passato erano avvenuti incidenti simili proprio in quel punto. Solo ieri in Valgrisenche, in Val d’Aosta, un’altra comitiva era stata investita da una slavina: una guida alpina e una escursionista erano finiti sotto la neve, ma sono stati salvati dai compagni.

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