Valanga sull’Himalaya fa una strage: 13 morti tra cui un italiano

Il bilancio provvisorio della sciagura parla di almeno 13 morti, 7 dispersi e diversi feriti.

di Elena Arrisico 24 Settembre 2012 9:43

Dramma sul Manaslu, sulla catena dell’Himalaya in Nepal: una valanga ha travolto in pieno un gruppo di 35 alpinisti. Secondo le prime ricostruzioni – e grazie all’aiuto di Silvio Mondinelli, uno degli alpinisti coinvolti raggiunto al telefono da Sky Sport – tra le vittime vi sarebbe anche un italiano. L’italiano nominato da Mondinelli è Alberto Magliano, che ha perso la vita nella valanga che ha travolto le tende del campo in cui si trovava il gruppo di alpinisti:

Siamo stati travolti dalla valanga, che ha portato via una trentina di tende mentre dormivamo. Abbiamo perso due nostri compagni: uno sherpa ed un nostro compagno di Milano. La montagna è fatta così. Eravamo in un posto tranquillo. Abbiamo contato 12 corpi estratti dalle tende, ma forse ce ne sono ancora sotto. L’elicottero non può più volare, perché sopra è nuvoloso per cui le ricerche riprenderanno domani. I corpi verranno portati a Kathmandu“.

Ha raccontato Mondinelli, in collegamento telefonico con Sky Sport. Magliano era milanese e noto nell’ambiente della montagna, in quanto è stato il primo alpinista non professionista ad aver raggiunto le “seven summits“, ossia le vette più alte di ogni continente. Fra i superstiti, c’è anche Marco Confortola, reduce ancora una volta dopo la sciagura del 2008 sul K2 dove morirono 11 alpinisti per il crollo di un seracco.

Secondo il bilancio provvisorio, si parla di 13 corpi senza vita estratti dalla neve, 7 dispersi e parecchi feriti; le squadre di soccorso, questa mattina, hanno ripreso le ricerche. Mentre il ministero del Turismo nepalese ha confermato la cifra di 7 dispersi, i media di Kathmandu sostengono che all’appello manchino più persone. Le fonti nepalesi, inoltre, parlano di un massimo di 11 morti, ma l’alpinista italiano Silvio Mondinelli ha affermato di avere “personalmente contato 13 cadaveri“.

La zona colpita dalla valanga si trova a 6.600 metri di quota e le condizioni meteorologiche non favorevoli stanno rallentando le ricerche, che proseguono fra mille difficoltà. Secondo i responsabili locali, al momento della valanga, c’erano 231 persone fra scalatori e guide impegnati nell’ascensione dell’Himalaya.

Il ministero del Turismo nepalese ha affermato che gli alpinisti appartenevano a 5 differenti agenzie di trekking: Thamserku Trekking, Cho Oyu Trekking, Himalayan Guides Nepal Treks and Expeditions, Seven Summit Treks ed Express.com.

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