Tunisi, attacco al museo del Bardo: 22 morti, 4 vittime italiane

Un commando jihadista ha cercato di fare irruzione nel Parlamento ed è poi entrato nel museo. Gentiloni: ad ora due morti e due dispersi.

di Luca Fiorucci 19 marzo 2015 11:06
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E’ di 22 morti e 50 feriti il bilancio dell’attacco avvenuto ieri al museo del Bardo di Tunisi, dove un commando jihadista, forse legato all’Isis, ha tentato di fare irruzione in Parlamento ed è poi entrato nel museo poco distante, tenendo in ostaggio centinaia di persone, fra le quali molti italiani. Vi sarebbero quindi fra le vittime quattro nostri connazionali, tutti passeggeri della Costa Facinorosa scesi a terra per una gita, anche se il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha precisato che ad ora si può parlare con certezza di due vittime e due dispersi, e più di una decina feriti.

Coinvolti anche alcuni dipendenti del Comune di Torino, partiti per una vacanza organizzata dal dopolavoro del Comune a bordo della Costa Facinorosa: quando, in mattinata, la nave è attraccata a Tunisi, la comitiva si sarebbe divisa in due gruppi, dei quali uno sarebbe andato girando per la città e l’altro si sarebbe recato a visitare il museo, e di questo secondo gruppo avrebbero fatto parte sette persone. Quando la nave è ripartita, a notte fonda, tredici passeggeri non erano tornati a bordo. Una coppia di ebrei romani è riuscita a sfuggire all’attacco uscendo dal museo prima che i terroristi prendessero gli ostaggi. Un paio d’ore dopo l’assalto dei miliziani, i corpi speciali tunisini hanno liberato gli ostaggi con un blitz in cui sono rimasti uccisi due terroristi e un agente. Il premier tunisino Habib Essid ha dichiarato che il commando era composto da cinque persone, non ancora identificate, ma si sa che “due sono state uccise”: sarebbero Jabeur Kachnaoui, originario di Kasserine, e Yassine Laabidi, di Ibn Khaldoun.

Il primo era scomparso da tre mesi e aveva chiamato i genitori con una scheda irachena. Il governo di Tunisi ha poi fatto sapere che tre miliziani sarebbero riusciti a fuggire, ma in serata sono stati arrestati due sospettati. L’attacco al Parlamento è avvenuto mentre si stava svolgendo una riunione della Commissione Sicurezza ed esercito, ed erano presenti alcuni generali dell’esercito. I terroristi, vestiti da soldati, avevano cercato di entrare nel palazzo dell’Assemblea Nazionale, ma la guardia di Sicurezza della Camera si è accorta che non avevano armi regolari e ha chiesto loro di deporle. Ne è quindi scaturita la sparatoria che ha spinto i terroristi a rifugiarsi nel vicino museo del Bardo, prendendo in ostaggio un gruppo di turisti. Nel frattempo gli agenti della sicurezza hanno blindato il Parlamento, impedendo a deputati e giornalisti di uscire, e i parlamentari tunisini si sono messi a cantare l’inno nazionale.

Il partito islamico Ennahda si è dissociato dal fondamentalismo e ha organizzato per la serata di ieri una manifestazione nel centro di Tunisi per condannare l’attacco: migliaia di persone si sono riversate in avenue Bourghiba. Il premier italiano Matteo Renzi ha condannato con fermezza l’attentato terroristico ed ha espresso vicinanza al governo e alle autorità tunisine. Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto sui fatti di Tunisi, affermando in una nota: “Esprimo, a nome mio personale e di tutto il popolo italiano, la più netta e ferma condanna per un gesto vile e odioso, commesso ai danni di persone inermi, in spregio alle più elementari norme di convivenza civile e rispetto della vita umana“.

Photo Credits | Valery Shanin / Shutterstock

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