Torino, 14enne tenta il suicidio lanciandosi da un ponte

Sono molti, troppi i giovani che si sentono troppo stressati dalla vita e dall'ambiente scolastico, ad insuccessi scolastici infatti sarebbe dovuta questa immane tragedia, che purtroppo alla ragazza deve essere sembrata inevitabile.

di Vincenzo Avagnale 25 Ottobre 2011 13:39

L’adolescenza è un periodo difficile della vita di ognuno. Le emozioni, i problemi e perfino la vita stessa sembrano più grandi di se e fanno paura. Questo è il caso di un ragazzo di 14 anni che avuto paura ed ha preso la decisione peggiore: farla finita.

Succede a Corio, in provincia di Torino, e più precisamente nei pressi del ponte Fandaglia, lungo la strada provinciale 22. Il ragazzo si allontanato dopo la scuola e si è diretto verso la periferia, si suppone vagando a lungo, gli ultimi a vederlo sono stati i compagni di scuola.

La sua situazione scolastica era decisamente problematica. Il ragazzo non riusciva a stare al passo e le pressioni ad impegnarsi di più da insegnanti e famiglia si facevano sempre più urgenti e decise.

I genitori non immaginavano che il disagio del figlio fosse arrivato a questo punto e si stanno disperando per non averlo capito prima e magari tentato di fare qualcosa.

Purtroppo il giovane aveva deciso e mentre raggiunge il ponte manda l’ultimo disperato sms al padre in cui confessa di non riuscire più a sopportare la situazione e che preferiva buttarsi di sotto. Poi la corsa e la chiamata della polizia e dell’ambulanza, ma i soccorsi arrivano troppo tardi e possono solo ricoverarlo d’urgenza all’ospedale.

In Italia, come in molti altri paesi avanzati, l’insuccesso scolastico è spesso causa di azioni disperati da parte di adolescenti. Non sempre la reazione è così grave e di solito ci sono brevi fughe, con un rapido ritrovamento da parte della polizia. Non è stato questa purtroppo la reazione del giovane piemontese, che adesso giace fra la vita e la morte sotto i ferri dei medici che cercano di salvarlo.

Gli assistenti sociali e la polizia indagano eventuali omissioni dei genitori o degli insegnanti, ma sembra che non ce ne siano e le indagini si svolgono solo per questioni di rito.

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