Dobbiamo fare nuovamente i conti con la catena in stile “Non autorizzo Facebook ad usare le mie foto“. Come riportato nel titolo del nostro articolo, si tratta ormai di una bufala intramontabile, che volendo guardare il bicchiere mezzo pieno non mette in discussione la nostra sicurezza digitale. Già, perché a differenza di quanto avviene solitamente in questi casi, non abbiamo link che ci rimandano a siti terzi molto pericolosi per carte di credito o conti. Come stanno le cose? In realtà la situazione è molto più banale di quanto si possa immaginare, visto che “si gioca” sul fatto che l’app, insieme ad Instagram, stia diventando in parte a pagamento.
Meta è il nuovo gestore di Facebook
L’azienda che gestisce Facebook cambia nome in Meta e crea un metaverso che potrebbe influenzare le nostre vite.
Il mega crash di Facebook e co. fa perdere 6miliardi al fondatore
I principali social network hanno subito uno dei crash più lunghi della storia. 6 ore che hanno portato problemi e perdita di denaro.
Osho torna su Facebook, la spiegazione del fondatore Federico Palmaroli
Osho torna su Facebook e i fan di una delle pagine più popolari sui social
Facebook, oltre 214.134 i profili italiani violati
Facebook travolto dallo scandalo: la società ammette che i profili condivisi impropriamente con Cambridge Analytica, la società usata anche da Trump per la sua campagna elettorale, non sarebbero 59 milioni, addirittura 87 milioni. E nonostante la maggior di questi profili siano americani, ben a 214.123, sarebbero gli utenti italiani di Facebook che hanno installato ‘ThisIsYourDigitalLife’, l’app di Aleksandr Kogan, coinvolgendo la loro rete di amicizie. I nuovi dati de lnumero sempre più alto di profili coinvolti nello scandalo, arriva dalpenultimo paragrafo del ‘blogpost’ pubblicato dal ‘chief technology officer’ di Facebook, Mike Schroepfer, che se da una parte illustra i cambiamenti che sta adottando il social media per proteggere i dati degli utenti, conferma la forte disattenzione che c’è stata nel consentire una violazione della privacy.
Facebook, i nuovi strumenti per il controllo della privacy
Dopo lo scandalo del caso Cambridge Analytica, Facebook corre ai ripari e cerca di riconquistare la fiducia persa nei propri iscritti.
La società di Mark Zuckerberg, travolta dalla violazione dei dati personali, annuncia tutta una serie di nuovi strumenti per poter meglio controllare la privacy: è in arrivo un menù unico che rende più facile la possibilità di poter avere a disposizione tutti gli strumenti per controllare la privacy, che offre la possibilità di cancellare definitivamente vecchi post dal social network, di velocizzare, ma anche di rendere più selettivo il processo di download della propria storia.
Facebook e Instagram, i temi più discussi del 2017
Con l’avvicinarsi della fine dell’anno è tempo di bilanci, ma quali sono stati i temi più discussi su Facebook e su Instagram, piattaforme di David Zuckerberg, nel corso del 2017?
In Italia sono stati tre gli argomenti che hanno catalizzato l’attenzione degli internauti: si va dalla morte dell’attore Paolo Villaggio lo scorso 3 luglio, il mitico ragionier Ugo Fantozzi, ma non solo, gli attentati terroristici di Barcellona di agosto, il terremoto di Ischia di fine agosto e la finale di Champions tra Real Madrid e Juventus lo scorso maggio.
Questi gli argomenti che hanno maggiormente coinvolto gli italiani nelle discussioni su Facebook.
WhatsApp diventa come Facebook, arrivano le Storie
Altre novità in vista per Whatsapp: la app si aggiorna e punta a trasformarsi (nemmeno troppo lentamente) in un social network esattamente come Facebook di Zuckerberg o come Snapchat. Con i nuovi aggiornamenti a disposizione arrivano le Storie, aggiornamenti di stato (che hanno validità di 24 ore) che comprendono foto, video e Gif animate.
In sostanza gli Stati personalizzati consentono agli utenti Whatsapp di condividere i momenti più belli della giornata trascorsa con amici e familiari attraverso vari canali.
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