Soldato condannato a 6060 anni di carcere per massacro

Un soldato, attualmente 55enne, è stato condannato a 6060 anni di reclusione per un massacro compiuto nel 1982 nel villaggio di Las dos Erres in Guatemala, dove furono uccisi da lui, ed altri 4 membri del commando, 201 persone.

di Simona Vitale 14 Marzo 2012 11:03

Nel lontano dicembre 1982, circa 30 anni fa, in Guatemala la guerra civile imperversava terribilmente per tutto il paese. Il dittatore militare che all’epoca governava la nazione era Efran Rios Montt, il quale diede ordine ai membri del reparto d’elite dell’esercito, i cosiddetti “Kaibiles”, di assediare il villaggio di Las dos Erres. Ne uscì fuori un vero e proprio massacro nel corso del quale persero la vita ben 201 persone. Per la strage il Tribunale aveva già condannato 4 membri del commando per massacro. Parliamo di:  Antonio Carlos Carias, Manuel Pop, Reyes Collin e Daniel Martinez, ai quali si è ora aggiunto un quinto soldato, Pedro Pimentel. L’uomo, 55 anni, fino allo scorso anno viveva a Los Angeles, da dove è stato poi estradato per essere processato dai magistrati guatemaltechi in seguito alla testimonianza di un altro soldato che aveva partecipato al massacro.

La sentenza è sicuramente simbolica, ma fa un certo effetto leggerla, dal momento che gli anni di carcere propinati all’uomo sono stati frutto di un semplice calcolo matematico:  30 anni di carcere per ogni assassinio contestato e altri 30 per aggravante, in quanto si tratta di crimini contro l’umanità. Ragion per cui Pedro Pimentel è stato condannato a 6.60 anni di carcere. Pimentel si è sempre difeso dicendo di non aver affatto partecipato al massacro e ricordando che a novembre del 1982 aveva abbandonato il proprio incarico.

Anche gli altri 4 membri del reparto d’elite dell’esercito furono condannati a 6060 anni di carcere. Nel frattempo, all’inizio dell’anno è iniziato un altro importante processo, contro l’ex dittatore guatemalteco Efrain Rios Montt, al potere tra il 1982 e il 1983. L’uomo è accusato di genocidio e crimini contro l’umanità per aver ordinato l’uccisione di circa 1.700 nativi Maya nel periodo in cui era al potere. Montt, molto anziano, ha 85 anni, ma nonostante ciò il Tribunale gli ha negato l’amnistia. I suoi legali hanno fatto pertanto ricorso presso la Corte Costituzionale del Paese.

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