SIAE: illegali i trailer gratis sul web

I siti che decideranno di pubblicare trailer dovranno pagare un'apposita licenza alla SIAE. Si va da un minimo di 250, per i siti generici, ad un massimo di 450 euro a trimestre, per i siti generalisti o musicali. La protesta impazza sul web.

di Simona Vitale 27 Ottobre 2011 17:46

La libertà che finora è stata caratteristica emblematica di internet probabilmente non esisterà più, se parliamo di trailer cinematografici in primis. Per pubblicare un massimo di 30 trailer al mese un sito internet dovrà pagare circa 450 euro a trimestre. Si avete capito proprio bene. A dirlo è la SIAE in virtù di un accordo raggiunto tra la stessa e alcune case produttrici di cinema e di spettacolo(Anec, Anem, Acec e Fice). Così, già da ieri, alcuni siti hanno deciso di rimuovere i trailer dalle loro pagine, in virtù del richiamo della SIAE.

Uno di questi siti è stato il Corriere della Fantascienza. Raccontiamo l’antefatto. Pare che circa due giorni fa il sito sia stato contattato dalla SIAE  stessa che avrebbe avvertito dell’illegalità di pubblicare trailer, a causa del mancato pagamento di una licenza alla società.

I responsabili del sito, attraverso una serie di indagini, hanno così appreso che l’ammonizione non era dettata da un’eccessiva pignoleria momentanea, ma dalla politica ufficiale della Società Italiana Autori e Editori.

Come riferisce Stefania Ercolani, responsabile SIAE per la multimedialità: “l’operazione è volta semplicemente a regolarizzare situazioni esistenti di siti che pubblicano da anni video musicali, trailer cinematografici e altri contenuti multimediali che contengono musica protetta dal diritto d’autore“.

Pronta la replica del Corriere della Fantascienza: “1.800 euro all’anno, e oltretutto con il limite di 30 filmati online contemporaneamente, rende questo balzello del tutto ineconomico anche per grandi siti che potrebbero permettersi di pagare la licenza. Quando mai solo 30 trailer possono produrre tanto traffico da generare introiti tali da ripagare 1.800 euro? Come mai questa cosa salta fuori adesso?”

Il problema sembrerebbe però essere legato più alla musica che alle immagini. Le case di produzione infatti pagano i diritti d’autore alla SIAE, per pubblicare i trailer sui network online oppure nelle sale cinematografiche, proprio in virtù dell’accordo raggiunto nello scorso gennaio tra la SIAE stessa, l’Agis e le associazioni cinematografiche, che regola l’utilizzazione attraverso i siti dei locali cinematografici delle opere musicali tutelate dalla SIAE.

Per pubblicare video in streaming, in parole povere, occorrerà formulare una domanda, che presenta due categorie separate: da un lato  streaming a richiesta gratuito e downloading gratuito di opere intere, dall’altro streaming a richiesta gratuito di frammenti di opere inferiori a 45′.

Se osserviamo che la stragrande maggioranza dei trailer cinematografici ha lunghezza superiore ai due minuti, è facile capire come questi rientrino nella categoria delle opere intere.

In sostanza chiunque voglia pubblicare video più lunghi di 45 secondi e con musica dovrà pagare la SIAE. Si va da 250 euro a trimestre per siti generici a 450 euro, sempre trimestrali, per magazine e siti generalisti o musicali. Il tutto andrebbe calcolato poi sugli introiti lordi, per pubblicare al massimo 30 video. Non viene fatta differenza tra i trailer caricati sui propri server e quelli caricati su YouTube e inseriti su un’altra pagina attraverso il codice embed.

La cosa paradossale sarebbe che poi i video diffusi gratuitamente dalle case di produzione su internet per pubblicizzare i film, diventerebbero un costo per le testate che intendessero pubblicarli. Esempio: Il corriere della Fantascienza può pubblicare un trailer di Sony o Universal, se queste ultime pagano il sito. Solo così il sito stesso è non obbligato a pagare la SIAE. La preoccupazione nel mondo dell’editoria on line è notevole e già si accende la protesta, palpabile soprattutto dai social network.

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