Sequestrate migliaia di pillole contenenti “resti umani”

Non è la prima volta che si parla dell'uso di feti morti in Cina, nella quale diversi scandali sono legati a questa macabra utilizzazione.

di Simona Vitale 8 Maggio 2012 16:04

Potremmo definirle delle vere e proprie pillole dell’orrore. Parliamo di pillole a base di resti umani, di corpi di bambini e di feti abortiti ridotti in polvere. Pasticche usate per curare un po’ tutte le malattie, ma soprattutto per aumentare il vigore, anche sessuale, dell’essere umano. L’ultimo caso è  stato scoperto dalla dogana sudcoreana di Daejeon, al confine con la Cina, e sembra che, da agosto dello scorso anno, siano state almeno 17 mila le pillole incriminate ad essere sequestrate. Le capsule, che provengono dalla Cina (quasi tutte prodotte nel nord del Paese, in fabbriche delle zone di Yanji, Qingdao e Tianjin), sono state intercettate mentre alcuni contrabbandieri cercavano di portarle in Corea del Sud.

Un commercio illegale che desta non poche preoccupazioni, dal momento che, secondo quanto riportato dal San Francisco Time, test scientifici effettuati sulle pillole hanno dimostrato che la loro composizione è riconducibile per il 99,7 % a resti umani. A tal proposito, non mancano le indagini nei confronti di alcuni ospedali di Corea e Cina, additati da alcuni giornalisti di essere rei di aver fornito i corpi per la produzione delle pillole. Nel frattempo le aziende sanitarie di Seoul hanno avvertito dei pericoli possibili derivanti dall’assunzione di suddette pillole e legati soprattutto alla presenza di superbatteri prodotti dalla combustione o dal decesso.

Purtroppo in Cina il problema dell’utilizzo di feti morti non è affatto cosa nuova. Alcuni anni fa sono stati scoperti in una discarica dei pezzi di corpi di neonati trattati con sostanze aromatiche, mentre nel 2003 si tentò di nascondere il fatto che l’ufficio di Pubblica sicurezza del Guangdong aveva cercato di bloccare la notizia secondo cui in alcuni ristoranti della provincia meridionale si cuocevano bambini morti in zuppe, per servirle poi a uomini d’affari di Taiwan e Hong Kong. Senza contare negli anni’90 il traffico di feti morti fatti bollire e usati poi per preparare trattamenti di bellezza. Insomma, rituali macabri e a dir poco disumani.

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