Scontri in Egitto, interviene l’esercito: 30 morti

Dopo la deposizione di Morsi, si sono scontrati i suoi sostenitori, chiamati a raccolta dai Fratelli Musulmani, e gli oppositori, del movimento Tamarod.

di Luca Fiorucci 6 Luglio 2013 9:33

E’ sempre più incandescente la situazione in Egitto, dopo la deposizione dell’ex presidente Morsi da parte dell’esercito. Con il venerdì di preghiera, infatti, decine di migliaia di persone si sono riversate nelle piazze di molte città, chiamate a raccolta dai Fratelli Musulmani, sostenitori del presidente deposto. A metà pomeriggio è apparsa sul palco anche la loro guida spirituale Mohammed Badie che tutti pensavano fosse stato fatto prigioniero. Rivolgendosi alla folla, ha esclamato: “Non sono in fuga, non mi hanno arrestato. A tutti gli egiziani dico: Morsi è il vostro presidente” e ha chiesto ai manifestanti di rimanere in piazza fin quando Morsi non sarà liberato. Nel frattempo, i ribelli del movimento Tamarod avevano indetto anche loro una manifestazione in sostegno della rivoluzione: in un loro comunicato, si afferma: “Invitiamo il popolo egiziano a manifestare in tutte le province a partire da domani per difendere la vittoria del 30 giugno“.

Gli attivisti invitano la popolazione a “stringersi intorno all’esercito contro i terroristi e ritengono che “i Fratelli Musulmani e le loro milizie non esiteranno a trascinare l’esercito egiziano in una guerra civile per giustificare un intervento straniero“. Sostenitori e oppositori dell’ex presidente si son0 più volte scontrati, in particolare sul ponte 6 ottobre sul Nilo, al Cairo, con lanci di molotov e pietre. In vista delle manifestazioni, l’esercito egiziano aveva rivolto un appello “all’unità e alla riconciliazione”, affermando che l’abuso del diritto di protesta si sarebbe potuto trasformare in una minaccia “alla pace sociale, agli interessi nazionali e all’economia”.

Cinque persone sarebbero rimaste uccise durante l‘assalto di alcune centinaia di sostenitori di Morsi alla sede della guardia repubblicana al Cairo, dove i Fratelli Musulmani pensano venga detenuto l’ex presidente. Un portavoce dell’esercito ha negato che i militari abbiano sparato sulla folla, sostenendo che siano stati usati solo colpi a salve e lacrimogeni per disperdere le persone. Un’altra fonte della sicurezza ha affermato che “non ci sono state vitime durante gli scontri davanti al quartier generale della Guardia Repubblicana”, ma non è escluso che sul posto vi siano altre forze di sicurezza che abbiano aperto il fuoco. Nel Sinai, uomini armati avrebbero attaccato agenti a difesa di edifici governativi, e sarebbero stati uccisi quattro poliziotti.

Solo nella giornata di venerdì vi sarebbero state almeno 30 vittime, mentre nel nord del Sinai è stato proclamato il coprifuoco. Intanto il neopresidente ad interim Adly Mansour ha sciolto il Consiglio della Shura, la Camera alta, guidato dalla maggioranza islamista dei Fratelli Musulmani e dei salafiti, e nominato due consiglieri: Ali Awad Saleh, vice presidente della Corte Costituzionale, per gli Affari Costituzionali, e il giudice Mostafa Hegazy come consigliere politico. Mansour ha inoltre nominato il nuovo capo dei servizi segreti, Mohammed Ahmed Farid, in sostituzione di Mohammed Rafat Shehat, voluto da Morsi.

Commenti