Bimbi egiziani urinano sul Corano e finiscono in galera

I bimbi pare siano analfabeti e, intanto, Amnesty International denuncia le innumerevoli violazioni dei diritti umani, in Egitto.

di Elena Arrisico 4 Ottobre 2012 12:28

Due bimbi cristiani di circa 10 anni l’uno sono stati arrestati in Egitto per aver strappato ed aver urinato sopra una copia del Corano; la notizia è giunta da alcune fonti della sicurezza. La vicenda è avvenuta ad Azbat Marqos – nella provincia di Beni Suef, nel sud del Paese – dove i due bimbi – identificati con i nomi di Nabil Nagui Rezq di 10 anni e Mina Nadi Farag di 9 anni – sono stati portati in un centro di detenzione per minori, già da una settimana.

Come se non bastasse, le famiglie dei due bambini hanno ricevuto diverse minacce di morte e, secondo quanto riportato dal quotidiano Al Ahram, l’arresto è avvenuto subito dopo la denuncia dell’imam di una moschea del luogo, Ibrahim Mohamed Ali. I genitori dei due bimbi hanno, però, giustificato il gesto dei loro figli, affermando che i due ragazzini sono analfabeti e che, per questo motivo, non sapevano di certo che il libro fosse un testo sacro; pare, infatti, che lo avessero trovato per strada, dentro una borsa bianca con la quale stavano giocando.

Adesso, i due bambini si trovano in carcere con l’accusa di “oltraggio alla religione” islamica per aver urinato su dei fogli di carta sui quali erano scritti alcuni versi del Corano. Secondo quanto riportato da Ahram Online, l’imam Ali ha portato i due bambini nella chiesa copta locale, chiedendo al loro prete di punirli; una volta ricevuto il rifiuto da parte del sacerdote, Ali ed altri tre abitanti del villaggio hanno portato i bambini in tribunale. È il primo caso del genere che si verifica in Egitto.

Proprio in questi giorni, Amnesty International ha rivolto un appello al nuovo presidente egiziano, Mohammed Morsi, perché attui una riforma della polizia e dell’esercito, colpevoli di violazioni dei diritti umani; Amnesty ha, infatti, condannato:

Gli omicidi illegali, l’uso eccessivo della forza, della tortura ed altri maltrattamenti ai danni dei manifestanti da parte dell’esercito e della polizia. I tribunali militari non hanno fornito alcun risarcimento per le vittime, mentre quelli civili non sono stati in grado di accusare un singolo ufficiale per il crimine commesso. Uomini e donne scesi in piazza venivano picchiati, sottoposti a elettroshock, minacciati e abusati sessualmente dai militari“.

Si legge nel rapporto. È, dunque, paradossale che due bambini siano in galera, mentre gente violenta si trova libera per il paese.

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