Sarkozy colpisce ancora: “Nei summit internazionali Berlusconi era patetico”

Nicola Sarckozy colpisce ancora e dopo affondato nei suoi fuori onda al G20, prima Netanyahu e poi Papandreou, stavolta tocca a Silvio Berlusconi: "Nei summit aveva un lato patetico" ha dichiarato il presidente francese, per riprendere toni più moderati qualche giorno dopo.

di Simona Vitale 17 novembre 2011 9:23

“Nei summit internazionali aveva un lato patetico” ha dichiarato Nicolas Sarkozy (riferendosi all’ex Premier italiano Silvio Berlusconi), che secondo la stampa francese sarebbe partito con il piede sbagliato anche con il neo premier incaricato Mario Monti, quando ha manifestato il suo desiderio di andare a Roma per manifestargli il suo sostegno.

Dopo i fuori onda al G20 contro il premier israeliano Benyamin Netanyahu e l’ex premier greco George Papandreou, anche contro Berlusconi il capo dell’Eliseo non ha usato mezze misure e secondo quanto riportato dal settimanale satirico Le Canard Enchainè, ha dichiarato: “Con Berlusconi alla guida del governo l’Italia non era più credibile. Trascinava l’Italia verso il basso, incarnava il discredito del suo Paese. Vederlo nei summit internazionali aveva un lato patetico”.

Il tutto per poi tornare qualche giorno dopo a riparlare di Berlusconi, usando però stavolta toni più moderati: “La partenza di Berlusconi sblocca la situazione e calma i mercati. È un animale politico, forse tornerà. In ogni caso, l’Italia lo ha amato appassionatamente”.

Il fatto che lontano dai microfoni e dietro le quinte Sarkozy si lasci andare a dichiarazioni molto lontane dai giusti parametri della diplomazia, lo asserisce anche la stampa francese, che ha rivelato il progetto, poi abortito, di Sarcozy, di volare a Roma da Monti, per dargli il suo appoggio. Ma l’ambasciatore francese a Palazzo Farnese avrebbe subito lanciato l’allarme. “Dall’inizio della crisi del debito, l’asse franco-tedesco non piace per nulla agli italiani e sarebbe stato inopportuno far pensare che Parigi avesse messo lo zampino nella caduta del Cavaliere” ha dichiarato Jean-Marc de la Sabliere, facendo capire a Sarcozy quanto quest’idea potesse essere vissuta come un’umiliazione.

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