Berlusconi: “Non mi ricandido, ma resto in politica”

Berlusconi, sebbene giornali e televisioni abbiano allentato la propria morsa su di lui, non è sparito dal panorama politico italiano e pur ribadendo il cambio al vertice Pdl non è affatto intenzionato a chiudere con la politica.

di Vincenzo Avagnale 21 Dicembre 2011 12:00

Silvio Berlusconi è stato, nel bene e nel male il protagonista indiscusso di una stagione politica, che con qualche alternanza, ha guidato l’Italia dagli anni 90′ fino ai giorni nostri e che si è bruscamente, quanto brutalmente, fermato in una situazione tragica per il paese. Il passo indietro per consentire ad un esecutivo tecnico di attuare le riforme necessarie al paese viene da tutti considerato l’ultimo gesto politico di un uomo pronto a ritirarsi a vita privata, ma queste persone si sbagliano e a dirlo è Berlusconi stesso.

L’ex premier ha spiegato che non intende ricandidarsi, come potrebbero temere i tanti che l’hanno avversato con ogni mezzo in questi anni, ma “non smetterò con la politica. Me ne andrò solo quando l’Italia sarà un Paese davvero liberale. Il mio impegno non è concluso, ma se ora mi sono dimesso è perché ho ritenuto che l’Italia, in un momento difficile, avesse bisogno della massima unità e solidarietà delle forze politiche” ha spiegato in un’intervista al settimanale “Chi” appartenente all’azienda della famiglia Mondadori.

Secondo Berlusconi però è necessario un ricambio generazionale, che presto verrà esteso a tutti i livelli del Pdl, che porterà aria nuova e che trova nel nuovo segretario del partito, Angelino Alfano, il suo più importante esponente. “Alfano sarà un ottimo premier, ha la mia piena fiducia, ma anche quella di tutto il partito“. Affermazione che forse non è del tutto aderente alla realtà, dove al momento gli appelli di Alfano finiscono 2 volte su 3 nel dimenticatoio o vengono liquidate troppo velocemente per provenire da un capo di un partito.

Il problema di Alfano, come molti ritengono anche al di fuori del Pdl, è che sembra essere soltanto un fantoccio. Insomma una maschera che altro non farà che seguire le istruzioni di Berlusconi, cosa del resto dimostrata dal fatto che fino alla decisione finale del so predecessore di far spazio a Monti questi sia stato il più strenuo difensore della sua legislatura.

Berlusconi ha insistito sulla necessità di sostenere Monti: “a lui ho fatto una promessa di leale collaborazione, anche se comunque dovrà avere il consenso del Parlamento, nel quale la mia parte di politica ha sempre la maggioranza.” L’ex premier ha poi commentato altre vicende che lo riguardano e che ora che non ha un ruolo istituzionale tanto elevato sono quasi sparite dalla cronaca quotidiana, come il processo Mills, in cui è imputato per corruzione giudiziaria e di cui si dice convinto di aspettarsi una piena assoluzione.

Ripresa anche la questione del famoso sorriso fra la cancelliera tedesca Angela Merkel ed il presidente francese Nicolas Sarkozy, che a parere dei media era un gesto di derisione delle parole di Berlusconi. L’ex premier ha toni distensivi al riguardo ed insiste nel sostenere che il caso è stato montato dai giornalisti e che non c’era e non c’è alcun attrito fra lui ed i due partner europei dell’Italia.

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