Ritrovato il relitto dell’Enrichetta, nave fantasma affondata nel ’17

Silurata da un sommergibile tedesco, si era inabissata senza lasciare tracce. Da 95 anni era oggetto di ricerche da parte dei subacquei a caccia di record.

di Stefania Calabrese 4 Settembre 2012 11:40

E’ stato individuato a due miglia al largo di Moneglia, nelle acque del Levante Ligure, il relitto del piroscafo Enrichetta, denominato “la nave fantasma” poiché i suoi resti sembravano essere spariti nel nulla.
Affondato il 30 giugno del 1917 da un siluro di un sommergibile tedesco U63, il piroscafo, che trasportava materiale rotabile dall’Inghilterra in Italia, era infatti sprofondato in una fossa non segnalata dalle carte nautiche che dalla profondità di 155 metri, si inabissa in uno strapiombo fino a 265 metri.
Il merito del ritrovamento si deve al team di esploratori d’altura del sub genovese Lorenzo Del Veneziano, informato della probabile presenza dell’“Enrichetta” dal pescatore professionista ed esperto di esplorazione di fondali con ecoscandaglio Massimo Massari, che si era messo in contatto con Del Veneziano per verificare la propria teoria.
Sono occorse solo tre spedizioni prima di ritrovare il relitto, di cui due subacquee.

 
All’inizio del mese di agosto, i sommozzatori hanno effettuato una ripresa della sezione di poppa del piroscafo, mentre per esplorare l’intera fossa sarà necessario l’ausilio di un robot, a causa dell’eccessiva profondità che non è possibile raggiungere mediante immersioni d’altura.
Del Veneziano e il suo team già nel 2005 si sono resi protagonisti del rinvenimento di un altro importante relitto, nelle acque di fronte a Portofino: quello dell’U-455, sommergibile della flotta del Terzo Reich affondato per una probabile esplosione interna nell’aprile del 1944 e considerato scomparso anch’esso proprio come il piroscafo Enrichetta, inghiottito dagli abissi per quasi un secolo.
La costa ligure, da Varazze a Bonassola, ha restituito molti relitti famosi, come il Mohawk Deer o la Haven, e altri meno conosciuti e frequentati dagli esploratori subacquei, come un’imbarcazione a vela del XV secolo adagiata a 102 metri di profondità, un “liuto” dal quale è stata recuperata una ciotola poi donata alla Sopraintendenza Archeologica della Liguria.
A proposito del piroscafo Enrichetta non si è parlato di alcun recupero, mentre l’esplorazione della fossa ad opera del robot subacqueo avrà luogo durante i prossimi mesi invernali.

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