Provocò la morte del fratellino di 2 anni, ragazzino di 13 anni rischia l’ergastolo

Divisa è l'opinione pubblica statunitense che polemizza sulla necessità di processare il minore come un adulto.

di Simona Vitale 20 Marzo 2012 14:32

Si tratta di una storia che sta dividendo molto l’opinione pubblica statunitense e quella mondiale. Parliamo della vicenda che vede protagonista, in qualità di eroe negativo, Christian Fernandez, appena 13enne, sul quale pende un’accusa di omicidio. Il ragazzino, nel corso di una lite, ha volontariamente spinto il fratellino di due anni contro una libreria, causandone così la morte. Il bambino verrà giudicato da un tribunale di Jacksonville in Florida. Potrebbe diventare il cittadino americano più giovane mai condannato a scontare il carcere a vita.

L’opinione pubblica, molto scossa dalla vicenda, è davvero divisa nello stabilire se sia giusto che il ragazzino venga processato come un adulto, soprattutto in virtù di alcune circostanze riguardanti la morte del piccolo fratellino. Innanzitutto la madre dei due bambini avrebbe aspettato molto tempo prima di portare il bambino in ospedale. Inoltre Christian sarebbe cresciuto in un ambiente difficile che lo ha visto vittima di numerosi abusi familiari.

In realtà all’avvocato del ragazzino era stato chiesto di patteggiare una pena inferiore rispetto al possibile carcere a vita, ma il legale ha immediatamente rifiutato l’offerta, sostenendo che il ragazzino debba essere processato presso il Tribunale dei minori. Se così fosse, il 13enne potrebbe essere condannato ad una reclusione massima di 36 mesi.

Commenti