Bambino di 9 anni in tribunale con la divisa arancione: scoppia la polemica

Negli Stati Uniti sta scatenando numerose polemiche la storia di un ragazzino di soli 9 anni, che si è presentato al processo in cui è imputato con la divisa arancione tipica dei detenuti di Guantanamo.

di Massimiliano Dramis 24 Febbraio 2012 17:08

Un gesto di protesta e ribellione che farà sicuramente riflettere e discutere, sia per il messaggio simbolico che porta con sé, sia per l’età di colui che è si è reso protagonista dell’iniziativa.

La vicenda arriva alle cronache dagli Stati Uniti. Un ragazzino, di soli 9 anni, si è presentato al tribunale minorile di Washington, non con le comuni vesti di un giovane della sua età, bensì indossando la “tipica” divisa arancione dei detenuti di Guantanamo, che ormai rappresenta per l’immaginario collettivo il vero e proprio simbolo per la carcerazione, grazie soprattutto alla filmografia hollywoodiana.

Il ragazzino doveva presenziare a questo processo in quanto imputato per una triste vicenda di cui si è reso protagonista. Difatti, è accusato di possesso illegale di un’arma da fuoco. Proprio grazie a questa avrebbe sparato accidentalmente a una sua compagna di classe, di solo 8 anni.

L’episodio è accaduto a Port Orchard. Secondo le testimonianze dei suo compagni di classe, il giovane avrebbe dichiarato di essersi recato a scuola con l’arma da fuoco, una pistola calibro 0.45, solo per proteggersi, e che si era impossessato di questa nella casa della madre. Per trasportarla aveva riposto l’arma nel suo zainetto.

Ecco quanto dichiarato dal padre all’uscita dal tribunale: “Voglio dire a tutti che mio figlio ha commesso un errore, un terribile errore”. Il ragazzino ora è agli arresti domiciliari, sotto la tutela dello zio, visto che i suoi genitori hanno pagato la cauzione, che era di 50 mila dollari.

Ora si attende solo la prossima udienza del processo, prevista per il prossimo 7 marzo, che sta già scatenando numerose polemiche negli Stati Uniti, in quanto in molto sono indignati dal fatto che un ragazzino venga trattato come un detenuto qualsiasi.

Se verrà ritenuto colpevole, che vorrà dire che era in grado di comprendere,  ecco cosa l’aspetta: “30 giorni di detenzione minorile, 12 mesi di libertà vigilata ed infine  150 ore di servizio alla comunità”.

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