Polemica Bersani-D’Alema. Il segretario: “C’è limite di 3 mandati”

D'Alema replica piccato ma non chiarisce se chiederà la deroga. Sono circa 30 gli altri esponenti del Pd che hanno già alle spalle almeno 3 legislature.

di Stefania Calabrese 17 Ottobre 2012 10:56

Il tema della “rottamazione” del gruppo dirigente del Partito Democratico, cavallo di battaglia di Matteo Renzi, non è mai stato tanto sentito quanto in questi giorni: dopo la rinuncia al Parlamento annunciata da Walter Veltroni e la dichiarazione di disponibilità di Massimo D’Alema, è toccato al segretario del Pd Pier Luigi Bersani esprimere le proprie considerazioni a riguardo.

“Io non chiederò a D’Alema di candidarsi – ha affermato Bersani nel forum di Repubblica.it – Io non chiedo a nessuno di candidarsi. Io non sono quello che nomina i deputati. Io farò applicare la regola: chi ha fatto più di quindici anni, per essere candidato deve singolarmente chiedere una deroga alla direzione nazionale”.

Nelle intenzioni del segretario, la polemica avrebbe dovuto colpire Renzi e le sue aspirazioni da sfasciacarrozze, infatti continua:

“Quel che non è accettabile è che ci sia qualcuno che si impanca, che dica ‘tu sei il ramo secco, tu sei il motorino da rottamare’. Cambiare sì, rottamare no. E il cambiamento ci sarà, la ruota girerà”.

Invece a risentirsi maggiormente è stato il presidente del Copasir.
“Non decide Bersani ma il partito. Questo prevede lo Statuto”, replica infatti D’Alema, che tuttavia non chiarisce se intende presentare la richiesta di deroga al limite dei tre mandati previsto dallo Statuto del partito.
D’Alema dichiara comunque di non sentirsi affatto “scaricato” dal collega, con il quale concorda riguardo il tentativo di rottamazione renziano.
Il sindaco di Firenze, dal canto suo, durante un incontro con i cittadini a Carrara Fiere, in provincia di Massa Carrara, commenta:

“Non vedo Bersani da non so quando e sinceramente non ho più nulla da dirgli. Dice che non devo insegnargli io il rinnovamento. Va bene. E che non chiederà a nessuno di candidarsi. Ok. A questo punto mi pare che gli stiamo facendo un piacere”.

Così, nonostante Bersani abbia affermato che non fossero necessarie le pressioni di Renzi per sollecitare la riflessione di coloro che presenziano da più di un decennio di Parlamento, in effetti qualche ritiro, oltre quello più pubblicizzato di Veltroni, c’è stato: l’ex tesoriere Ds Ugo Sposetti, deputato dall’87 ha detto che non si candiderà perché preferisce “fare il nonno”; l’ultimo segretario del Ppi Pier Luigi Castagnetti, con 5 legislature alle spalle, ha scelto di passare la mano e ha invitato i suoi coetanei fare altrettanto sostenendo che ”la nostra generazione ha fallito”; Arturo Parisi, in Parlamento da 12 anni ha annunciato il proprio ritiro proprio alla Leopolda, la manifestazione organizzata l’anno scorso da Renzi.
Sono tuttavia ancora una trentina i parlamentari del Pd che hanno superato il limite dei tre mandati e che ora dovranno decidere se richiedere o meno la deroga per ripresentarsi alle elezioni.

Commenti