Crisi, meno lavoro e più cassa integrazione. Lo dicono i dati Istat

Ogni dipendente ha lavorato, nel 2012, il 2,6% di ore in meno rispetto all'anno scorso. E la cassa integrazione è in salita sia nell'industria che nei servizi.

di Elisa di Battista 21 Settembre 2012 18:41

Non solo un calo dei posti di lavoro, ma anche delle ore lavorate da chi, un posto, ce l’ha. È questa la situazione registrata dall’Istat, che ha effettuato una rilevazione inerente il secondo trimestre del 2012.

La riduzione più forte del numero di ore di lavoro la si registra nei settori del commercio, in quello del trasporto e del magazzinaggio, ma anche in quelli del noleggio, dei servizi di supporto alle imprese e in quello delle agenzie di viaggio.
Nello specifico, secondo la ricerca, in Italia ogni dipendente ha lavorato, nel secondo trimestre dell’anno in corso, un numero di ore in meno pari al 2,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel settore industriale le ore sono in flessione tendenziale del 3,2% e dell’1,9% nell’ambito delle costruzioni.

Si lavora meno anche nel settore dei servizi, per una quota dell’1,8%, ma la flessione più forte si ha nel contesto del commercio, del trasporto, del noleggio, in quello dei servizi alle imprese e in quello del turismo, con un +2,5% in tutti e tre i settori. Solamente uno è il comparto in cui la flessione non è stata registrata: si tratta del settore delle attività professionali, scientifiche e tecniche, con anzi un aumento di ore lavorate dell’1,4%. La crisi, insomma, porta meno lavoro e di conseguenza un minor tempo impiegato in fabbrica e in ufficio.

Di riflesso, è in aumento la cassa integrazione. Le aziende hanno adoperato 67,8 ore di cassa ogni mille ore lavorate, per quel che concerne il comparto industria, e di 11,9 ore ogni mille per il settore dei servizi. Rispetto al 2011, l’anno in corso vede un incremento di 21,5 ore ogni mille per quel che riguarda il ricorso alla cassa integrazione, che si fa sempre più presente nelle varie realtà aziendali.

Secondo i dati Istat, infine, l’incidenza delle ore di straordinario è parti al 3,6% delle ore lavorate, una quota in discesa di 0,1 punti percentuali rispetto al secondo trimestre del 2011.

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