Pdl, Cosentino non sarà candidato. Giallo sulle liste sparite

L'ex sottosegretario non verrebbe candidato, ma questi si sarebbe allontanato con le liste. Il partito smentisce, ma i candidati tornano a Napoli per firmare.

di Luca Fiorucci 21 Gennaio 2013 21:11

E’ caos nel Pdl per la questione delle “liste pulite”. L’ex sottosegretario Nicola Cosentino, accusato di corruzione e di collusione con la camorra, alla fine non verrebbe candidato, ma questi si sarebbe allontanato da una riunione in corso a Napoli, e, stando a quanto denunciato da alcuni dirigenti Pdl, avrebbe portato con se i documenti necessari per la presentazione delle liste, che deve avvenire entro le 20 di oggi. Il partito, per adesso, ha smentito l’ipotesi di una sparizione delle liste, in una nota dove si afferma: “La notizia della presunta sparizione delle liste elettorali è priva di fondamento. Tutta la documentazione è nelle mani del commissario regionale della Campania, senatore Francesco Nitto Palma, che sta procedendo al deposito”.

Nitto Palma è arrivato in effetti verso le 17.30 alla Corte d’Appello di Napoli, dove si presentano le liste per le candidature del Senato e del collegio Campania 1, ma i documenti spariti sarebbero quelli relativi al collegio Campania 2. Sembra quindi che i candidati del Pdl in Campania stiano cercando di tornare il prima possibile a Napoli, per firmare nuovamente l’accettazione della candidatura. Circa una sessantina di esponenti del Pdl si sarebbero ritrovati a tale scopo all’Hotel Terminus di Napoli, in un clima di forte tensione. Ciro Falanga, candidato al Senato, si chiede: “Perchè siamo qui? Perchè dobbiamo firmare nuovamente le candidature e non sappiamo neanche perchè?”

Cosentino, una volta escluso, avrebbe inoltre chiesto ad alcuni suoi fedelissimi, circa 8-10 tra Camera e Senato, di ritirarsi dalle liste, e si deve quindi risolvere anche il problema della loro sostituzione. A Roma si starebbe pensando di sostituirli con altri esponenti campani del Pdl e anche di “Grande Sud”, il partito di Gianfranco Miccichè alleato del Pdl. L’ex sottosegretario campano era convinto fino a stamattina di riuscire a farsi candidare, ma ha incontrato la ferma resistenza del segretario del partito, Angelino Alfano, che ha minacciato di non firmare le liste della Campania se vi fosse stato presente il nome di Cosentino.

Alfano poteva contare anche sull’appoggio di Berlusconi, che si era deciso per la formazione di liste “pulite” quando ha visto un sondaggio per il quale con i candidati “impresentabili” avrebbe perso un milione di voti, mentre senza li avrebbe guadagnati. Cosentino avrebbe replicato che in caso di una sua esclusione avrebbe fatto ritirare tutti i suoi uomini e fatto cadere la giunta Caldoro. Sulla vicenda delle liste del Pdl è arrivato il duro commento del leader di Sel Nichi Vendola, che ha scritto su “Twitter”: “A sinistra vogliamo far sentire profumo di diritti sociali. A destra si sente ancora la puzza di camorra“. E sempre su “Twitter” ha spopolato l’hasthag “Rubyleliste”, riferimento ironico a quest’ultima vicenda e al “caso Ruby” che ha anch’esso messo in imbarazzo il Pdl.

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