Oscar Giannino e Lega Nord, l’alleanza non è impossibile

Maroni nicchia ma non chiude le porte, sembra piuttosto guardarsi intorno. A rischio l'alleanza con il Pdl.

di Stefania Calabrese 5 agosto 2012 0:42
L'ex ministro degli Interni Roberto Maroni

Alla festa della Lega Nord di Manerba del Garda, Maroni lancia una Lega libera da alleanze, un partito che sia “punto di riferimento del Nord” e afferma:

“Ci chiedono di alleanze, Berlusconi, Pdl, vedremo. Io voglio allearmi con i cittadini, voglio che la Lega diventi il primo partito del nord, non abbiamo bisogno di allearci con nessuno”.

A tale scopo sono stati convocati gli “Stati generali del Nord”, che si riuniranno a fine settembre presso il Lingotto di Torino.
Freddo ma non definitivo per quanto riguarda il Pdl, storico alleato del partito del Senatur; possibilista quando parla di Oscar Giannino, a proposito del suo manifesto liberal “Fermiamo il declino”, reso noto il 28 luglio e del quale si è occupato Libero alcuni giorni fa, con un approfondimento di Matteo Pandini dal quale emerge appunto un certo interesse da parte di Maroni per il movimento.

“Conosco Giannino”, ha detto Maroni, “lo stimo, ma è un intellettuale, un giornalista, uno scrittore. Io sono il segretario della Lega Nord per l’indipendenza della Padania. È un po’ diverso. Però siamo interessati a discutere e collaborare con tutti coloro che vogliano contribuire a dare una risposta concreta alla questione settentrionale”.

Il giornalista ed economista Oscar Giannino è stato invitato a partecipare agli Stati generali del 28 e 29 settembre dallo stesso Maroni, che secondo Libero starebbe pensando ad un accordo, sulla scorta del successo ottenuto da Tosi alle amministrative di Verona, dove ha potuto vincere anche grazie all’alleanza con le liste civiche.
Tuttavia i dieci punti programmatici presentati da Giannino non incontrano tutti il favore della Lega, ma il giornalista Pandini ipotizza un’alleanza di comodo che consenta al partito leghista di allargare i consensi e al movimento di “Fermiamo il declino” di raccogliere agevolmente le firme che occorrono per potersi presentare alle elezioni.
Non resta ora che attendere l’esito degli Stati generali del Nord, per tirare le somme e capire se davvero la Lega intenda correre da sola o meno.

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