Bufera Lega Nord, si dimette Davide Boni

Il Presidente del Consiglio Regionale Lombardo dice di aver voluto fare un passo indietro, seguendo l' esempio di Umberto Bossi.

di Alessandro Mannocchi 17 aprile 2012 17:02

La bufera abbatutasi sulla Lega Nord continua a mietere vittime illustri. Oggi è toccato a Davide Boni, Presidente dimissionario del Consiglio Regionale Lombardo.

“Mi sono sentito in dovere di fare un passo indietro in questo momento in cui il mio partito e’ continuamente sui giornali” ha spiegato Boni . “Ho rassegnato le mie dimissioni che verranno depositate domani mattina. Il nuovo presidente verra’ eletto l’8 maggio, quando ci sara’ il Consiglio”.

Boni cita come esempio Umberto Bossi: “Dopo 22 anni di militanza – continua – non posso e non voglio pero’ fare altro, ancora una volta, che seguire l’esempio del mio segretario federale, Umberto Bossi, al quale gia’ rimisi il mandato un mese fa. Se fa un passo indietro lui, diviene un imperativo morale per me seguirlo”.

Alla domanda se sparirà dalla Lega Nord, l’ex Presidente del Consiglio Regionale risponde: “”Ritornero’ nel gruppo consiliare della Lega, non c’e’ stata una mancanza di fiducia nei miei confronti. Le prime telefonate che ho ricevuto sono state quele di Maroni e di Calderoli. Non sparisco dal Partito, l’essere leghista uno ce l’ha dentro”.

Il rappresentante del Carroccio Davide Boni e’ indagato dall’inizio di marzo per corruzione in relazione a un filone di indagine su presunte tangenti per la concessione di aree edificabili nel Comune di Cassano D’Adda. I fatti risalgono al periodo in cui era assessore regione all’Edilizia e al territorio, esattamente il quinquennio che va dal 2005 al 2010. “”Sono molto sereno e sono estraneo ai fatti, questa cosa mi da’ la possibilita’ di muovermi in maniera diversa”.

Boni è il terzo esponente della Lega a dimettersi nell’ultima settimana. Prima di lui Renzo Bossi e l’assessore Monica Rizzi.

La pensa diversamente lo storico Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, che tuona contro chi gli chiede le dimissioni: “Non mi dimetto, resto fino al 2015”.

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